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Pio pellegrinaggio dell'anima - Divina Volontà : Fraternità - Figli del Divin Volere

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Pio pellegrinaggio dell'anima

PREGHIERE

                                        
La Serva di Dio LUISA PICCARRETA, la PFDV
 ascolta con amorosa attenzione gli insegnamenti
       della REGINA del Cielo,
                 la
MADRE e REGINA della Divina Volontà!






Fiat, Fiat, abbi pietà della mia piccolezza;  mi sento che
non posso contenere la tua Luce:  sono troppo piccino!  Perciò,
Tu stesso forma il vuoto, allargami, così posso contenere più Luce, affinché
non resti soffocato da questa Luce;  ché non mi è dato di poterla tutta
abbracciare per rinchiuderla nella piccola anima mia.  (Cfr. Vol. 27 - l0.11.1929)  



Seguendo l’esempio della Serva di Dio Luisa Piccarreta, saliamo anche noi sulle ginocchia dell’Immacolata Madre del Verbo, che è Regina nel Regno della Divina Volontà, ed offrendole la nostra volontà umana invochiamo in cambio la Volontà Divina e, con semplicità di bimbi, chiediamole che ci fonda nei mari immensi del Volere Divino al Quale vogliamo fare compagnia accompagnandolo in ogni Sua Opera, consolandolo dell’ingratitudine umana con il canto del nostro:  

“Ti amo!  Venga presto il Tuo Regno sulla terra!”


La recita, interiormente vissuta,
delle 24 preghiere del
Pellegrinaggio Spirituale,
costituisce un altissimo momento di fusione dell’anima
nell’operato della Volontà Divina.

    Il modo di recitarle qui proposto è stato ripreso da un volumetto edito nel 1937 da uno dei Confessori della Serva di Dio Luisa Piccarreta, il Canonico Benedetto Calvi.
   Per facilitare la recita di tutte queste preghiere e per renderla possibile ad ogni condizione di persone, anche se assorbite da preoccupanti e molteplici occupazioni, abbiamo suddiviso il ‘Pio Pellegrinaggio’
in 24 parti, quante sono appunto le ore della giornata.  Ogni parte perciò la denomineremo Ora ed il complesso:  le Ore della giornata nella DIVINA VOLONTA’. Ogni anima potrà recitarle tutte assieme, oppure spezzettarle lungo la giornata, ovvero recitarne una sola o, infine, desiderando esaurire tutte le Ore ogni giorno, associarsi con altre persone in questo esercizio e dividersi per turno le Ore.



MODO PRATICO ED EFFICACISSIMO PER COMPIERE IL
PELLEGRINAGGIO NELL’OPERATO
DELLA SS. VOLONTA’ DI DIO  ONDE IMPETRARE
L’AVVENTO DEL SUO REGNO SULLA TERRA


L’anima si eleva al Suo Creatore e, gettandosi nel Suo Seno Divino, si unisce con Lui e lo segue in tutti gli atti che fece nella Creazione.  Essa s’innalza perciò sino alla sua origine per trovare il suo principio;  si rende presente l’istante in cui Dio stava creando tutte le cose;  riceve da Lui, come in deposito, tutto l’Amore Divino che sprigiona dal suo Seno mediante il FIAT Onnipotente e Gli offre in cambio, con questo medesimo Amore, gloria ed adorazione.  
Quindi si porta nell’Eden per ricevere il primo alito che Dio infondeva ad Adamo, quell’alito rigeneratore che sempre genera;  poi percorre tutti i secoli per abbracciare tutti gli uomini e per supplire per ognuno di essi.  Passa poi in rassegna tutti gli atti della Regina Mamma, li fa suoi e li dà al suo Dio, come se le appartenessero.  
Essa considera in seguito il Concepimento del Verbo, tutti gli atti che Egli compì nella sua vita e, ad ognuno di essi fa corrispondere un proprio atto, sebbene piccolo, di amore, di ringraziamento e di domanda per l’avvento del suo Regno.  Lo segue poi passo passo fino alla sua morte, Lo accompagna nel Limbo, Lo aspetta al sepolcro per chiedergli, in virtù della sua Risurrezione, il trionfo del Regno della Volontà Divina;  e finalmente Lo accompagna nella sua Ascensione al Cielo per supplicarlo d’inviare presto sulla terra il Regno del FIAT Divino.

PREGHIERA APPENA SVEGLIATI

Come gli occhi si aprono alla luce del giorno così facciamo sorgere tutto il nostro essere nella Luce della Volontà di Dio e incominciamo il nostro giro.
Il primo atto deve essere un atto d’amore nella Divina Volontà.  Facciamo in modo poi che questo atto si diffonda in tutte le intelligenze delle creature, in tutti gli sguardi, nelle parole, nel moto, nei passi, nei palpiti, in ogni respiro.
Leghiamo poi tutti questi nostri atti con quelli fatti da Adamo nella S. Volontà di Dio, con quelli che faranno le creature che vivranno di Volontà di Dio, fino a quell’ultimo che si compirà sulla terra.

*  *  *  *  *


PRIMA  ORA

L’anima segue la Divina Volontà in tutti i suoi Atti per tenerle compagnia e per ricevere in sé la sua Vita Divina.  
La segue nella creazione del Cielo e del Sole.

Gesù, Vita mia, palpito del mio povero cuore, respiro della piccola anima mia, centro della mia intelligenza, la mia piccolezza s’inabissa in Te, si sperde in Te.  Qual piccolo bimbo che non sa dare un passo, a Te mi avvicino, mi stringo alla tua mano ed insieme con Te entro nella Luce interminabile del tuo Divino Volere.
Ecco che il Padre Celeste già pronunzia il primo FIAT e sprigiona tanta luce da non poterne scorgere i confini.   Mio Gesù, deh, fa’ che la mia anima riceva tutta la virtù, la potenza, la santità, la luce del tuo adorabile FIAT, affinché io non senta in me che la Vita sua!  Arricchita della sua Vita potrò abbracciare tutto, supplire per tutti e rapirlo sulla terra, perché Esso ritorni trionfante a regnare in mezzo alle creature!
Lascia dunque, Amor mio, che io peregrini nel tuo Volere per seguire tutti i suoi Atti.  Oh, quant’è bello contemplare la Maestà Suprema che con un sol FIAT distende il cielo azzurro, con miliardi di stelle smaglianti di luce!  Ne pronunzia un altro e crea il sole;  ne dice un altro ancora e crea il vento, l’aria, il mare e tutti gli elementi insieme, con tale ordine ed armonia da rapire l’anima.
Mio Gesù, mio Bene, oh, io voglio far mio tutto l’amore che ebbe il tuo FIAT Divino nel creare il cielo tempestato di stelle, per potere a mia volta distendere il mio cielo d’amore nel tuo FIAT Onnipotente.  E così, investendo tutto il cielo col mio amore, voglio dare la mia voce ad ogni stella, affinché essa ripeta con me:  “Gesù, Ti amo!…  Venga presto il tuo Regno sulla terra!…  Sia gloria perenne al tuo Volere Divino!…  Io adoro ed esalto la tua fermezza divina ed il tuo Essere incrollabile, affinché essi rendano ferme le creature nel bene e le dispongano a ricevere il Regno della tua Volontà”.
Amor mio, seguo il mio giro e vengo nel sole:  Ti considero nell’istante in cui il tuo FIAT sprigionò tanta luce dal Seno della Divinità, da formare il globo solare, quell’astro che doveva abbracciare la terra con tutti i suoi abitatori per dare ad ognuno di loro il proprio bacio di luce e d’amore e, mediante il quale, tutto doveva essere abbellito, fecondato, colorito, arricchito ed imperlato.
Questo sole il tuo FIAT lo sprigionò dal tuo Seno, per mio puro amore, perciò voglio ricevere in me tutta la sua luce, il suo calore e tutti i suoi effetti onde poterti offrire anch’io il mio sole per esaltare, glorificare e benedire per mezzo suo la Luce eterna, il tuo Amore inestinguibile, la tua rara bellezza, la tua dolcezza infinita, i tuoi gusti innumerevoli.  Sì, o Gesù, io voglio abbracciarti con la stessa luce del sole, voglio darti i miei baci ardenti col suo calore, voglio animare con la mia voce tutto il suo bagliore e tutti i suoi effetti per chiederti, dall’alto della sua sfera fin nel basso, là dove discende il suo raggio, il Regno del tuo FIAT.
Non senti, Amor mio, che la tua Volontà vorrebbe squarciare i veli della luce per scendere e regnare in mezzo alle creature?  Ed io, sulle ali della luminosità del sole vengo a pregarti d’inviarci presto il Regno del tuo FIAT.  Dal centro di questo sole Ti domando di far discendere il tuo splendore nel cuore degli uomini per illuminarli con la tua Grazia e di concedere il tuo Amore per bruciare in loro tutto ciò che al tuo Volere non appartiene.  Oh sì, se la tua Luce si abbasserà sino a loro, si rifletterà in essi la bellezza divina, cesseranno le ire, le amarezze, tutti acquisteranno la tua dolcezza e così la faccia della terra verrà rinnovellata.
Come sono felice, Vita mia, di poterti dire:  “Sole mi hai dato e sole Ti do!  Io ho un astro in mio potere che Ti chiede il Regno del tuo FIAT;  vuoi Tu resistere a tanta luce che Ti prega?…”.   Perciò, o Gesù, affrettati, presto!  Questo sole è il tuo relatore divino, dunque fa’, Amor mio, che la sua luce riveli col proprio tocco a tutte le creature il Regno del tuo FIAT, la sua santità ed il suo ardente desiderio di vederle penetrare in Sé stesso per renderle felici e sante.

SECONDA  ORA

L’anima segue la Divina Volontà nella creazione del mare e del vento.

Vita mia, Gesù, il tuo FIAT mi spinge, ed eccomi quindi a considerare la creazione del mare;  ma che sento?  Odo un mormorio continuo, simbolo del tuo moto eterno che mai si arresta.  Entro in quel moto divino, infinito, incessante che dà vita a tutti e lo faccio mio per darlo tutto a tutti e per chiederti per tutti il Regno del tuo Volere.
Vedi, o Gesù, col tuo FIAT scendo nell’abisso dell’oceano e ovunque io scorga un moto, una vita, un mormorio, faccio sprigionare il mio grido incessante:  “Ti amo, Ti adoro, Ti ringrazio, Ti benedico, Ti glorifico!”  E investendo con la mia voce il mormorio del mare, il guizzo dei pesci, le onde ora tumultuose ed ora pacifiche, Ti chiedo con istanza il Regno del tuo FIAT!  Non senti, o Gesù, come tutte le gocce dell’acqua col loro mormorio, simili a tante voci, dicano:  “Fiat, Fiat, Fiat!”;  come le onde col loro fragore sembrino voler aprire il seno del mare, onde fare uscire la tua Volontà che le domina e rinchiuderla entro tutte le creature, perché tutte facciano regnare in sé stesse il tuo FIAT Divino?  
In questo mare io vengo ad esaltare e ad amare nel suo mormorio, il tuo moto incessante;  nelle sue onde altissime, la Purità che non conosce macchia;  nella sua grandezza, la tua Grazia e la tua immensità che tutto invola, che tutto nasconde.  Con tali sentimenti, Ti prego, o Gesù, di rendere l’uomo giusto, forte, puro;  fa’ che egli viva nascosto e coinvolto nella tua SS. Volontà, affinché possa correre nel tuo stesso moto donde egli uscì!
Vita mia, Gesù, io considero ora il vento con la sua freschezza refrigerante, con la sua violenza ed impetuosità che atterra, che innalza e rapisce;  lo considero per amare, per lodare, per glorificare e per benedire l’impero della tua Volontà in esso.  Ora pare che gema ed ora pare che urli;  è l’amore del tuo Volere Divino quegli che geme nel vento e che vuole essere riconosciuto.  Non vedendosi ascoltato, urla, parla con voci arcane, perché vuole regnare e perché esige il suo proprio dominio in mezzo alle creature.  Coll’impero del tuo Volere Supremo fa’ che venga il suo Regno in mezzo alle creature e che domini su di esse in modo che nessuna Gli possa mai resistere;  allettale con la sua freschezza, fa’ uso della sua violenza ed impetuosità per atterrare in loro l’umano volere per innalzarle e per rapirle nel Tuo;  fa’ ascoltare a tutti i tuoi gemiti continui, fa’ loro intendere che vuoi regnare in mezzo a loro e, se non Ti vedi ascoltato, urla pure, parla forte, con le arcane tue voci, affinché assordato da esse, ogni uomo si arrenda e riconosca il tuo Santo Volere quale suo Sovrano.  
Perciò, Amor mio, corro anch’io sulle ali del vento per chiederti, per mezzo suo, l’avvento del Regno del tuo FIAT;  con ogni sua ondata voglio portare a tutti il suo bacio, le sue carezze, i suoi dolcissimi amplessi.

TERZA  ORA

L’anima segue la Divina Volontà sorvolando su tutta la terra ed ammirando tutte le cose create.

Mio Gesù, Cuor mio, Vita mia, tutta la Creazione è satura della tua adorabile Volontà;  i suoi Atti sono innumerevoli in tutte le cose create perciò io, per meglio poterli rintracciare, mi accingo a peregrinare nell’universo intero.  Giro nell’aria, ed in essa imprimo il mio Ti amo per chiederti che le creature, respirando, assorbano con l’aria la Vita del tuo Volere che regna in essa.  
Voglio benedire, glorificare e suggellare col mio Ti amo l’ordine e l’armonia di tutta la Creazione per portare a tutti l'ordine e l'armonia del Regno della Divina Volontà.  Voglio sorvolare su tutta la terra ed imprimere il mio Ti amo sul piccolo filo d’erba, sulle pianticelle, sopra i fiori tutti, sugli alberi più alti, sopra la sommità dei monti così come nei più cupi abissi, per chiederti che dovunque si estenda il Regno del tuo FIAT.  Voglio animare tutto, dare la mia voce a tutti, affinché tutti dicano:  “Venga il tuo Volere a regnare sulla terra!”.
Senti, o Gesù, io imprimo il mio Ti amo nell’uccellino che canta, trilla e gorgheggia ed insieme a lui Ti chiedo il Regno del tuo FIAT.  Suggello il mio Ti amo nell’agnellino che bela, nella tortora che geme e Ti domando coi loro belati e coi loro gemiti il Regno del tuo FIAT;  non esiste essere alcuno che io non intenda investire, onde poter con tutti e senza posa ripetere il mio ritornello:  “Adveniat Regnum tuum!”
Voglio, mio Gesù, penetrare sin nel centro della terra ed ivi deporre il mio cuore, affinché esso, col proprio palpito, Ti ami per tutti, dia amore a tutti, tutti abbracci e con tutti gridi:  “Venga il tuo Regno e domini la tua Volontà!”

QUARTA  ORA

L’anima si porta nell’Eden e si unisce alla festa di Dio nella creazione dell’uomo.

Gesù, Vita mia, sento che il tuo Amore mi spinge a Te; il tuo Volere a Te mi chiama, perché vuole che io sia presente a tutti gli atti suoi.  Mi sembra che Tu non sia contento se io non assisto a tutte le operazioni della tua Volontà;  ed ancorché non sappia far nulla, pure Ti contenti che io rimanga spettatrice e ripeta il mio ritornello:  “Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio”.
Ed eccomi nell’Eden:  ivi Ti contemplo, Amor mio, mentre col Padre e con lo Spirito Santo stai formando il tuo caro gioiello, il tuo capolavoro, la bella statua dell’uomo.  Con quanto amore la formi, quanta bellezza le infondi, di quali divine sfumature la investi!  Mentre stai plasmandola, spesso, sostando, la guardi, l’ammiri ed entusiasta dici:  “Com’è bella la statua mia!”  Il tuo Amore allora palpita forte, sino a traboccare!  Non potendolo più contenere, alitandolo in lei, le doni la vita e la tua somiglianza e così crei l’uomo.  Tu lo colmi dell’Amor tuo, sino a fargli formare i suoi mari d’amore per amare il suo Creatore.  L’amore creato allora si tuffa con le sue onde altissime nell’Amore Creante e tra il Creatore e la creatura si svolge una fervida gara.
Oh Gesù, anche il mio amore freme in quest’atto sì solenne della creazione dell’uomo!  Io sento che la tua voce creatrice così si esprime:  “Quanto è bella la mia creatura!  L’eco del suo amore Mi alletta e Mi ferisce, la sua voce risuona dolce e melodiosa al mio orecchio, teneri e forti sono gli abbracci che essa Mi dà.  Oh, come godo di averle dato la vita!  Essa formerà il mio contento, la mia gioia!…”
Vita mia, anch’io voglio ricevere il tuo alito creatore;  anch’io bramo amarti ed adorarti con quella stessa perfezione e santità, con la quale Ti amò e Ti adorò il mio primo padre Adamo.  Sebbene indegna creatura, voglio ricevere pure io i tuoi mari di amore e di luce per poter formare a mia volta onde altissime che, giungendo fino a Te, mi mettano in gara col mio Creatore!  Sì, Ti do amore per ricevere altri mari di amore e con le mie onde Ti chiedo che venga il tuo Regno e che il tuo FIAT sia conosciuto.
Oh Gesù, io entro ora nell’Unità della tua Volontà, affinché la mia volontà sia una con la Tua, uno l’amore.  In questa Unità che tutto abbraccia, la mia voce risuoni nel Cielo, investa tutta la Creazione, penetri nei cupi abissi e dica e gridi:  “Venga il Regno del tuo Volere Divino;  sia fatta la tua Volontà come in Cielo così in terra!  Io faccio mia la santità, la gloria, l’adorazione, il ringraziamento, i pensieri, gli sguardi, le parole, le opere, i passi di Adamo innocente per offrirti la ripetizione degli atti suoi;  e Tu, vedendo in me la tua Divina Volontà operante, concedimi, Te ne prego, che venga il tuo Regno!”
Nell’Eden era sempre festa tra il Creatore e la creatura;  l’uomo era diventato il trastullo divino, la letizia, la felicità più gradita del Padre Celeste.  Col possesso della Divina Volontà in cui viveva egli godeva il primato sull’universo, tutto era ordine ed armonia, persino il cielo, le stelle, il sole, il mare, si sentivano onorati di servire e di ubbidire ai suoi cenni.  Adamo era il sorriso, era la gioia di tutta la Creazione;  ogni cosa gli ricordava il suo Creatore e Dio era tutt’occhi su di lui, faceva sì che nulla mancasse alla pienezza della sua felicità.
Infatti, vedendolo solo, con lo scopo di renderlo doppiamente felice, lo fece addormentare fra le sue braccia;  durante l’estasi profonda gli tolse una costola e da questa ne formò la donna, che gli diede per compagna.  Oh, come questa prima nostra madre Eva, restando anch’essa nell’Unità del Divino Volere, gareggiò con Adamo nel lanciare onde sublimi d’amo-re a Colui che le aveva donata la vita!
Mio Gesù, nell’Unità del tuo Divino Volere immergo anch’io la povera anima mia.  Io non uscirò giammai da queste gigantesche onde d’amore con cui i nostri progenitori amarono e glorificarono la Maestà adorabile;  da esse emetterò continuo il mio grido:  “Venga il tuo Regno, la tua Volontà ovunque sia conosciuta e adempita!”

QUINTA  ORA

L’anima assiste alla caduta di Adamo nell’Eden, al dolore divino e cerca di riparare col proprio amore.

Amor mio, la potenza dell’Unità della tua Volontà Divina congiunse in uno solo l’Atto del Creatore con quello delle tue prime creature e quindi mise anche in comune con loro tutti i suoi beni, tutti i suoi gaudi.  O mio Gesù, anch’io voglio ricominciare la mia vita in questa Unità del tuo Volere insieme ai miei progenitori;  ivi voglio stabilire la mia dimora, ivi voglio trovare per sempre la mia gioia, la mia felicità.
Ma ahimè!  Ecco che per loro somma sventura, Adamo ed Eva uscirono dalla tua Volontà per fare la propria e, dal più alto grado di tutte le felicità, precipitarono nell’abisso di tutte le miserie.  Cielo e terra furono scossi vedendo che le più belle creature si ribellavano alla Volontà del loro Creatore;  tutta la Creazione tremò e, Tu stessa, Maestà adorabile, provasti tale dolore, da ammantarti di Giustizia contro di loro.
Per consolare il tuo Cuore, ecco, Vita mia, Gesù, che io formo la mia stabile dimora nel Divin Volere, né da essa vorrò mai uscire;  e ciò per riconquistare almeno in parte gli immen-si benefici che le tue prime creature perdettero e per cancellare il marchio di disonore che s’impresse sulla loro fronte.  E perché le gioie, le felicità che Ti davano i miei progenitori nei primi tempi della loro creazione possano continuare, io voglio deporre il mio bacio e la mia incessante riparazione in quello stesso dolore che Ti ammantò di Giustizia;  voglio toglierti il manto di corruccio per poterti contemplare rivestito di quello della pace.  Deh, o Gesù, fa’ che i primi tempi della Creazione ritornino e si rinnovino le feste, le gioie, i trastulli tra Te e le creature mediante l’avvento del Regno della tua Volontà.

SESTA  ORA

L’anima continua la sua riparazione;  passa in rassegna i principali personaggi  dell’Antico Testamento e sospira la Redenzione.

Mio Gesù, Vita mia, non Ti lascerò solo nel tuo dolore, dal tuo Volere io non uscirò giammai;  prometto solennemente di non voler fare mai più la mia volontà, anzi la lego ai piedi del tuo Trono per non poterla giammai più conoscere.  Essa Ti offrirà profonda e continua riparazione per la ribellione che Adamo ed Eva opposero alla tua adorabile Volontà e nel frattempo io stessa, uniformandomi totalmente al tuo Volere, che solo voglio riconoscere, mi immedesimerò con Te.
Vita mia dolcissima, per il trionfo del tuo Volere, io intendo imprimere su ciascun pensiero, incominciando dal primo che formulò Adamo sino all’ultimo delle creature sulla terra, il mio Ti amo, la mia riparazione, la gloria che Ti debbo, onde chiederti, in nome di ciascuno di essi, il Regno della tua Volontà.  Concedi, o mio Signore, che tutte le intelligenze comprendano che cosa significhi compiere la Volontà di Dio e che tutte la facciano regnare e dominare!…
Voglio suggellare ciascun sguardo delle creature, ciascuna loro parola col mio Ti amo, con la mia riparazione e col mio alito del Regno tuo.  In ogni opera, per ogni passo, palpito degli uomini io voglio ripeterti:  “Ti amo e Ti riparo per tutti i peccati che si commettono;  venga, venga nel mondo il Regno del tuo FIAT Divino!”
Restando nella tua Divina Volontà, voglio supplire a tutta la gloria, a tutto l’amore che Ti avrebbero dovuto offrire le creature se fossero vissute del tuo Volere ed in nome loro chiederti il tuo Regno.
O Gesù, io passo ora in rassegna i principali personaggi dell’Antico Testamento e medito in essi i prodigi della tua Divina Volontà.  Imprimo anzitutto il mio Ti amo sul sacrificio di Abramo e sull’ubbidienza di Isacco per implorare per mezzo loro il Regno del tuo Volere Divino.  Suggello il mio Ti amo sul dolore di Giacobbe, sulla mestizia e sulla gloria di Giuseppe e per essi Ti chiedo il Regno tuo.  Fermo il mio Ti amo sulla potenza dei miracoli di Mosè, sulla fortezza di Sansone, sulla santità di Davide, sulla pazienza di Giobbe e, per tutti questi sprazzi di luce che gettò la tua Volontà, Ti domando che regni il tuo Volere Divino.  Osserva, Amor mio, come io vado rintracciando lungo i secoli gli atti della tua Volontà in tutte le creature per chiederti, per mezzo loro, che il tuo FIAT sia conosciuto, amato e voluto da tutti!
Vita mia, Gesù, io vedo che il tuo amabile Divin Volere si avvicina sempre più alle creature e, gettando i suoi lampi di luce, investe i Profeti e rivela loro la tua venuta sulla terra pre-cisando il tempo, il luogo e le circostanze che l’accompagne-ranno.  O Gesù, sorvolando su ciascun Profeta e su ciascuna rivelazione che Tu fai, investo tutti e tutto col mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio, e Ti chiedo il Regno del tuo Volere.  Ogni promessa che facesti, ogni rivelazione che manifestasti circa la tua discesa sulla terra fu un impegno che prendesti;  perciò al Regno della tua Redenzione venne legato anche quello della tua Volontà.  Perché dunque, Amor mio, non affretti?  Tu non sai fare le opere a metà, né dare le tue ricchezze soltanto in parte;  perciò accelera!  Se mediante la tua Redenzione ci donasti la metà dei tuoi beni, compi ora la tua opera;  fa’ che la tua Volontà imperi e domini in mezzo alle creature!


SETTIMA  ORA

L’anima si tuffa nei mari di luce, di santità della Mamma Celeste, ed insieme a Lei prega che venga il Regno
della Divina Volontà sulla terra.

Triade SS., Padre, Figlio e Spirito Santo, io sento il vostro Amore traboccare in me;  vedo con somma gioia che state deponendo il vostro manto di Giustizia e, atteggiandovi a nuova festa, forse ancor maggiore di quella che aveste nella creazione dell’uomo, mettete fuori mari di Potenza, di Sapienza, d’A-more, di Bellezza indescrivibile.  Accentrando tutti insieme questi oceani, Voi chiamate dal fondo loro, in virtù della vostra Parola onnipotente, la vita della piccola Regina e la create così pura, senza macchia e tanto ricca di beltà, da rapire la vostra stessa Divinità.
Al Concepimento di questa Immacolata Sovrana le feste si aprono tra il Cielo e la terra, la Creazione tutta gioisce e festeggia la sua Regina.  Anch’io piego le mie ginocchia innanzi a Colei che è l’oggetto delle compiacenze del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ed invito il cielo, il sole, il vento, la Creazione tutta, gli Angeli, ogni essere umano ad inneggiare con me alla piccola Regina appena concepita ed a riconoscerla per Signora, per Madre, per la più eletta fra tutte le creature.
Mamma mia, vedi:  ognuno indirizza a Te il suo cuore, i suoi sguardi;  la nostra sorte sta nelle tue mani, perciò in que-sto primo atto del tuo Concepimento diamo tutti insieme l’as-salto al nostro Padre Celeste e gridiamo:  “Venga il Regno della Divina Volontà sulla terra!”   Mamma Santa, presentaci Tu a Dio ed Egli si sentirà vinto vedendo che tutte le creature strette a Te d’intorno, dicono con Te:  “Venga il Regno del FIAT Divino!”
Sì, o Divine Persone, Voi non fate altro che riversare continuamente Amore sulla neonata Regina, né mai cessate di concederle nuove grazie per rendere i suoi mari sempre più estesi, interminabili.  In questa Celeste Creatura Voi vedete Colei che tutto Vi deve dare, che di tutto Vi deve risarcire, Colei che Vi deve restituire completa la gloria della Creazione;  perciò subito le manifestate la storia dell’uomo decaduto e il vostro dolore, la vostra adorabile Volontà respinta dalle creature.  Mentre Voi tutto Le affidate, Essa generosamente Vi fa dono del proprio volere e Vi giura di non volerlo riconoscere.  Tuffandosi poi nel vostro FIAT, Ella lo sceglie per sua propria vita, Gli dà il dominio su Sé stessa e in tal modo forma nella sua anima il Regno del Divin Volere.  Ed ecco, già sento echeggiare il suo continuo ritornello:  “Venga il Regno della Redenzione, venga il Verbo nella terra, venga la pace tra il Creatore e la creatura.  Eterno Padre, non scenderò dal vostro grembo se non mi concederete ciò che Vi domando”.
Anch’io, o Padre Celeste, ripeterò con la mia piccola Madre Regina il mio consueto ritornello:  “Venga il Regno della Divina Volontà!”  Lungi dallo staccarmi dalle tue paterne ginocchia, Ti stringerò colle mie braccia, sinché Tu non mi abbia assicurato che la Divina Volontà non solo verrà conosciuta ed amata dagli uomini, ma che regnerà su di essi con completo trionfo.

OTTAVA  ORA

L’anima continua con la Mamma Sovrana a sollecitare il Padre Celeste perché faccia conoscere a tutti  la Divina Volontà e perché venga il suo Regno.

Vita mia dolcissima, Gesù, porta, Ti prego, la piccola anima mia con la mia Mamma Regina sulle ginocchia del nostro Padre Celeste ed ivi io pregherò, piangerò, sospirerò perché venga il Regno del tuo FIAT Divino.  Coi miei sorrisi d’amore, coi miei baci affettuosi, con la stessa forza rapitrice del tuo Volere, supplicherò l’Eterno Padre, perché mi conceda il tuo Regno sulla terra.  
E Tu, Mamma Santa, porgi la mano al tuo piccolo figlio e fammi valicare il mare del tuo amore, affinché col tuo stesso amore io possa più facilmente chiedere che venga il Regno del tuo FIAT Divino.  Faccio mia la tua adorazione al mio Creatore;  faccio mie le tue preghiere, le tue suppliche e i tuoi sospiri per chiedere per mezzo loro il Regno del FIAT Divino.   Mamma mia Regina, aiutami Tu stessa a mettere nel mare delle tue pene, dei tuoi intensi dolori, le mie piccole contrarietà, le mie sofferenze, le mie privazioni, i miei sacrifici, onde poter incessantemente chiedere con essi che venga presto il Regno del Voler Divino e che la Divina Volontà scenda fra le creature e, trionfante, regni e domini in mezzo a loro.  Mamma mia, come Tu attirasti il Verbo dal Cielo per farlo scendere sulla terra nel tuo seno, così fa’ muovere il FIAT Supremo dalla sua sede celeste perché venga a regnare sulla terra in tutte le creature.

NONA  ORA

L’anima segue la Divina Volontà nel Concepimento del Verbo e a far compagnia al piccolo Prigioniero Gesù nel seno della Mamma sua.

Sovrana Mamma mia, non voglio restare senza di Te;  agli atti tuoi unisco i miei per formarne di tutti uno solo e per chiedere insieme a Te l’avvento del Regno del Volere Divino.  
Mentre considero il Concepimento del Verbo, nascondo nel tuo seno materno il mio continuo Ti amo e tutte le mie pene per rendere ardente omaggio al Figlio di Dio.  Per quel medesimo smisurato amore che Lo fece discendere dal Cielo nella piccola prigione del tuo seno, offrendogli tutti i suoi atti uniti ai miei, io Gli chiedo di concederci presto il Regno della sua Volontà Divina.
Mamma mia, voglio rinchiudermi in Te per poter rimanere col mio piccolo Gesù e per tenergli compagnia nella solitudine che soffre.  Voglio contemplare tutte le sue pene, per suggellarle col mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio.
Io vedo che il mio Bambinello Gesù incomincia a soffrire tante agonie e tante morti quante sono le ripulse che l’uomo oppone alla Volontà Divina ed osservo che Tu, Madre dolcissima, vorresti subito prendere su di Te tutte queste morti per soddisfare la Suprema Volontà.
O Gesù, io mi sento straziare il cuore vedendoti agonizzare così piccino ancora, perciò, mio tenero Bambinello, voglio dar tante volte vita al FIAT Divino nell’anima mia quante sono le volte che le creature l’hanno respinto, altrettante voglio far morire il mio volere quante sono le volte in cui esse diedero vita alla loro propria volontà.   Sì, io voglio far scorrere il flusso della tua stessa Volontà Divina nella tua piccola Umanità, affinché l’agonia e la pena di morte che Tu soffri sia meno straziante.   O mio dolce Amore, quante pene non soffri nel seno della Vergine Mamma!   Ivi Tu resti immobile, poiché non Ti è dato muovere né un dito, né un piedino, non hai neppure spazio per poter aprire i tuoi begli occhi, nessuno spiraglio di luce giunge fino a Te;  in questa stretta prigione non vi è che oscurità profonda.  
Perciò, caro mio piccino Gesù, voglio portare la vita della tua Volontà nell’angusto carcere della tua prima dimora sulla terra, per diradare le tenebre in cui Ti trovi;  voglio imprimere il mio bacio, il mio Ti amo, sulle tenere tue membra costrette all’immobilità, per chiederti, per i meriti di queste tue stesse sofferenze, che il tuo Voler Divino abbia moto nelle creature e, mediante la sua luce, ponga in fuga la notte dell’umano volere e formi il giorno perenne del tuo FIAT.
Amabile mio Bimbo, se non Ti lasci vincere da me adesso che sei piccino, dimmi almeno:  quando sarà che io potrò con-quistare il Regno della tua Volontà Divina?  
Ma non sai Diletto mio, che la mia anima vuole vincerti mediante il tuo medesimo amore e con la potenza e fermezza del tuo FIAT?   Per ottenere il mio intento, io chiamo in mio aiuto tutti gli atti della tua Volontà Divina:  chiamo il cielo con l’esercito delle sue stelle intorno a Te, chiamo il sole con la forza della sua luce e del suo calore, il vento con l’impetuosità del suo impero, il mare con le sue onde fragorose, chiamo la Creazione tutta;  animando ogni cosa con la mia voce, io voglio offrirti in nome di tutti il Regno del tuo FIAT Divino.
Mio tenero Bimbo, io desidero che Tu aprendo i tuoi occhi alla luce, Ti veda circondato dalle falangi delle opere tue, ciascuna delle quali Ti dica con me:  “Ti amo, Ti amo, Ti amo!  Ti benedico, Ti ringrazio, Ti adoro!”;  con tutte loro vorrei imprimere il mio primo bacio sulle tue labbra infantili!
Non appena fosti nato, Tu subito Ti rifugiasti tremante fra le braccia della Mamma Celeste ed Ella Ti strinse al suo seno, Ti baciò, Ti riscaldò, Ti nutrì col suo latte e Ti quietò il pianto.  
Anch’io, Bambinello Gesù, voglio mettermi in braccio alla Mamma tua e sullo stesso suo bacio io voglio deporre il mio;  voglio far scorrere il mio Ti amo nel suo latte verginale, per poterti nutrire col mio amore.  Tutto ciò che Ella Ti fece, voglio fartelo anch’io.
Mio amato Bambino, vedi, non sono sola;  con me ho tutto:  ho il sole per riscaldarti e, per asciugare le tue lacrime, tengo tutte le opere tue.  Tu vagisci e singhiozzi, perché non Ti vedi amato;  ma io, col mio Ti amo voglio cantarti una nenia che Ti riconcili il sonno, così mi riuscirà più facile invocare da Te, al tuo risveglio, il Regno del tuo FIAT Divino.

DECIMA  ORA

L’anima segue il Pargoletto Gesù nelle braccia della sua Mamma Celeste nel dolore della Circoncisione e chiude tutte le volontà umane in quella dolorosa ferita.

Mio tenero Bambinello, il mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio Ti segue ovunque per chiederti il tuo FIAT.  In ogni tuo palpito e respiro, sulla tua lingua, nella pupilla dei tuoi occhi, in tutte le gocce del tuo Sangue, nella tua piccola Umanità, in ciascuno dei tuoi santi pensieri io intendo imprimere il mio Ti amo col mio bacio.
Desiderando che Tu trovi questo mio Ti amo nell’amples-so che Ti danno la Mamma Celeste e S. Giuseppe, io lo depongo fra le loro braccia.  Voglio persino che Tu lo senta nell’alito delle bestie che Ti riscaldano e che stanno ai tuoi piedi in muta adorazione.
Mio vezzoso Bambinello, per invocare il tuo FIAT Divino io immergo il mio Ti amo nel dolore che soffristi per il crudele taglio della Circoncisione, in ogni goccia del primo Sangue che spargesti, lo riverso nelle lacrime che Ti strappò la violenza dello spasimo ed in quelle che piansero la Sovrana Regina e S. Giuseppe vedendoti soffrire.  Quel Sangue, quel dolore, quelle lacrime invocano a gran voce il trionfo del Regno tuo!
Caro mio Piccino Gesù, stringendoti al mio cuore onde mitigare la sofferenza che Ti causa la dolorosa ferita, io Ti supplico di rinchiudere in essa tutte le volontà umane per concederci in cambio la vita del tuo Divino Volere.

UNDICESIMA  ORA

L’anima segue il Bambino Gesù che fugge in Egitto; invita tutta la Creazione a vezzeggiarlo e con tutti chiede il Regno della Divina Volontà.

Mio amabile Bambino, mentre ancor Ti sanguina la ferita della Circoncisione, un altro dolore Ti sopravviene.  Un uomo empio e tiranno vuole la tua morte e quindi Tu sei costretto a fuggire in Egitto per metterti al sicuro.  Questo episodio non è forse simbolo della perfidia della volontà umana, la quale perseguita la tua Volontà Divina, perché non vuole che Essa regni?
Mio grazioso Bambino, io voglio far scorrere il mio Ti amo, i miei baci affettuosi e anche il mio volere in questo tuo intenso dolore per riconciliare fra loro la Divina e l’umana volontà e per farne di ambedue una sola.
Per chiederti il tuo FIAT io seguo incessantemente la Mamma mia che Ti porta fra le sue braccia.  Mentre Ella cammina voglio farti sentire il dolce mormorio del mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio;  perciò lo imprimo passo passo in ogni atomo di terra, in ogni filo di erba che i suoi santi piedi calpestano.  Siccome Tu fuggi per darmi la vita, così io voglio offrire la mia esistenza per difendere la tua e per chiedere il trionfo della tua Volontà.
Amor mio, io mi sento straziare il cuore nel vederti piangere e nel sentirti singhiozzare amaramente per essere ricer-cato a morte!  Per quietare il tuo pianto, col mio amore voglio percorrere tutto l’universo e, per rallegrarti, voglio farti sentire il mio Ti amo ed il mio ritornello:  Dammi il tuo FIAT!, dalle profondità dei mari, da ogni goccia d’acqua, dai pesci che in essi guizzano.  Voglio andare sui monti più alti e nelle valli più estese per animare piante, fiori, alberi e da tutti farti ripetere:  “Ti amo, Ti amo!”  Sulle ali del vento voglio farti giungere con voce fortissima l’eco del mio amore;  per mezzo delle sue ondate voglio scoccarti i miei baci ardenti e offrirti le mie carezze amorose.
Caro mio piccino, mentre Tu fuggi io lancio il mio invito a tutte le cose create affinché esse rallegrino il loro Creatore:  faccio appello alla luce del sole, perché illuminando il tuo bel Volto Ti dica:  “Ti amo”;  chiamo tutti gli uccelli dell’aria affinché coi loro canti e trilli essi Ti formino nenie d’amore;  in una parola, mi unisco a tutti gli elementi, al cielo e alle stelle, ai monti ed ai mari, alle piante ed agli animali per gridarti con loro ad una voce sola:  “Noi Ti amiamo, Ti amiamo tanto e perciò vogliamo sulla terra l’avvento della tua Volontà regnante, dominante!”
Questo grido unanime risuona nell’animo della Mamma Regina, per cui anch’Essa Ti dice:  “Figlio mio, vedi, il mio amore armonizza con quello di tutte le creature e le riunisce insieme;  con loro, penetrando più profondamente nel tuo Cuore, Ti chiedo anch’io che la tua Volontà venga a regnare sulla terra!”

DODICESIMA  ORA

L’anima sta con Gesù in Egitto;  a Lui offre il suo cuore per alloggio e chiede, con la Regina del Cielo, il Regno della Divina Volontà.

Mio caro Bambinello Gesù, eccoti giunto in Egitto!  Accompagnato dal dolore e dalle lacrime, dall’oblio e dall’abban-dono di tutti, Tu sei costretto ad entrare in un piccolo abituro esposto ai venti ed alla pioggia, perché nessuno al mondo Ti offre una decente dimora.
Oh, come soffri, mio tenerissimo Bambino, nel vedere che la tua piccola Umanità subisce le stesse sorti della tua adorabile Volontà, alla quale nessuno spontaneamente offre per abitazione la propria anima onde farla regnare!  Anch’Es-sa, raminga per lunghi secoli, chiede alloggio e non lo ottiene.
Amor mio, io vedo che mentre Tu piangi per il dolore che Ti causa tanta crudeltà, la nostra Mamma nasconde le sue proprie lacrime per quietare il tuo pianto e per offrire la sua bell’anima quale dimora perenne alla tua Volontà Divina.  An-ch’io voglio unirmi a Lei per riasciugare il tuo Volto grazioso e per imprimere il mio Ti amo in ogni tua lacrima;  sulle tue labbra tremanti io depongo il mio bacio amoroso e, chiedendoti il tuo FIAT, offro il mio cuore alla tua Volontà Divina in perpetua abitazione.
Mio amato Bambino, centro della mia vita, mentre Tu dimori in questo tugurio, io voglio seguire tutti gli atti tuoi e quelli della Sovrana Celeste.  Sì, quando Essa Ti culla, voglio cullarti anch’io e riconciliarti il sonno con la cantilena del mio tenerissimo Ti amo… Ti amo…   Mentre Essa Ti prepara l’abituccio per coprirti, voglio nascondere nel filo che scorre fra le sue materne dita il mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio, Ti adoro, affinché non appena la nostra Mamma Ti vestirà, Tu possa sentire che la tua veste è intessuta col mio amore e col mio anelito del tuo FIAT Divino.
Cuore del mio cuore, quando muoverai i tuoi primi passi, voglio imprimere il mio Ti amo sulla terra che i tuoi piedini calpesteranno, voglio farti riparo con le mie braccia, così se Tu avrai a vacillare io subito Ti abbraccerò e Ti stringerò al mio cuore.  Vedo, mio Celeste Bambino, che non appena cominci a camminare da solo, benché Tu sia ancora tanto piccino, già Ti apparti dalla tua Mamma, pieghi le piccole ginocchia sulla nuda terra e colle braccine aperte preghi e piangi per la salvezza di tutti, chiedendo con sospiri ardenti il Regno della tua Volontà Divina.  Oh, come batte forte il tuo Cuoricino!  Esso pare quasi volersi frangere per la veemenza dell’amore e del dolore.
Piccolo mio Gesù, lascia che io metta il mio Ti amo sotto le tue deboli ginocchia per rendere la terra meno dura alle tue tenere membra;  lascia che io imprima il mio Ti amo in mezzo alle tue manine aperte e che sostenga le tue piccole braccia con le mie, affinché Tu non abbia tanto a soffrire.  E mentre io sostengo Te, Tu, Diletto mio, prendimi fra le tue amabili braccia, offrimi al Celeste Padre qual piccolo figlio della tua Volontà e concedimi la grazia che Essa regni in me ed in tutte le creature.

TREDICESIMA  ORA

L’anima assiste alla prima uscita del caro Bambinello Gesù in mezzo ai bimbi d’Egitto, vede che li benedice e prega che Egli suggelli con la sua benedizione anche le volontà umane.

Mio Celeste Bambino, ecco che il tuo amore Ti spinge ora ad uscire dal piccolo tugurio.  I fanciulli di Egitto, attirati dalla tua beltà, Ti fanno ressa intorno e Tu parli loro con tale dolcezza, da farli rimanere rapiti.  Dopo di averli benedetti, ritorni di corsa alla tua Mamma, perché il suo amore Ti attira e Ti slanci nelle sue braccia.  Amor mio, voglio seguirti in tutto;  voglio far risuonare il mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio sotto i tuoi teneri passi, nel gestire delle tue manine, nelle tue parole così amabili e così piene di vita, nel tuo sguar-do affascinante, per chiederti il Regno del tuo FIAT.  Mentre benedici i bambini, benedici pure la mia anima, suggella in essa con la tua benedizione la Vita della tua Volontà.
Ti seguo, Bambinello Gesù, mentre passeggi per i campi e Ti diletti nel cogliere i fiori.  Ogni volta che stendi la mano su uno di essi voglio ripeterti il mio ritornello:  “Ti amo, Ti amo”.  Intanto Ti prego di voler offrire al tuo Celeste Padre il fiore della piccola anima mia, affinché essa altro non conosca, né ami, né voglia se non il tuo Santo ed Eterno FIAT.

QUATTORDICESIMA  ORA

L’anima segue Gesù che, dopo l’esilio, ritorna a Nazareth e con la pioggia del suo Ti amo, Gli chiede con mille voci
l’Avvento del suo Regno Divino.

Vita mia, Bambino Gesù, io vedo che, finito l’esilio, fai ritorno a Nazareth, quindi voglio seguirti passo passo, anzi voglio accompagnarti sotto una pioggia di Ti amo, Ti adoro, Ti benedico.  Chiamo perciò in mio aiuto la luce del sole affinché sparga i suoi raggi pieni di Ti amo, invito le stelle a piovere su di Te scintillii di Ti amo, comando all’impetuosità del vento che geme, urla, fischia di spargere raffiche dense, soffi di Ti amo, Ti amo;  chiamo tutti gli uccelli dell’aria affinché Ti accompagnino coi loro gorgheggi, canti e trilli ripetendo:  “Ti amo, Ti amo”;  gli agnellini affinché belino:  “Ti amo”;  domando persino al mare di uscire con le sue onde dal lido per accompagnarti con l’effluvio dei suoi Ti amo.
Ma già stai arrivando a Nazareth …  Già Ti rinchiudi nella tua casetta …  Permetti che anch’io penetri con Te nel sacro recinto ed ivi continui ad offrirti il cantico dei miei Ti amo per vincerti con l’amore e per ottenere ciò che Tu stesso vuoi e quanto la Regina Mamma brama, vale a dire:  che la tua Volontà sia conosciuta da tutti e regni in mezzo alle creature!
Mia Vita, Gesù, io rimango con Te per suggellare col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio ogni tua azione e per chiedere incessantemente il Regno del tuo Volere.  Nel cibo che prendi imprimo il mio Ti amo onde domandarti il cibo della tua Volontà per tutte le creature;  nell’acqua che bevi faccio scorrere il mio Ti amo per chiederti che l’acqua pura del tuo Volere scorra nelle nostre vene ed ivi formi la sua vita.
Questo mio Ti amo Ti segue ovunque:  quando prendi fra le tue mani chiodi e martelli per i tuoi lavori fabbrili io Ti prego d’inchiodare per mezzo suo tutte le volontà umane e di ridonare libertà di vita al tuo Volere.  Quando Ti ritiri nella tua stanzetta per pregare o prendere sonno, io non Ti voglio lasciare solo;  mettendomi vicino a Te, se non saprò dirti altro, Ti sussurrerò incessantemente all’orecchio:  “Ti amo, Ti adoro”; Ti chiederò colle tue stesse preghiere il Regno del tuo FIAT e col tuo stesso sonno Ti domanderò di addormentare l’umana volontà, affinché essa non abbia più vita.
Mio Divino Gesù, io mi sentirei infelice se non Ti potessi seguire in tutto e se non Ti facessi sempre udire il mio ritor-nello:  “Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio!”  Perciò Ti seguo dodicenne al Tempio quando T’involi dalla tua Mamma e Le cagioni l’acerbo dolore del tuo smarrimento.  Io faccio scorrere il mio Ti amo nella costernazione della Madre tua e nella tua perdita angosciosa per chiederti che si smarrisca per sempre l’umana volontà e le creature si decidano di vivere costantemente di sola Volontà Divina.
Finalmente depongo il mio Ti amo in quella stessa gioia che ambedue provaste nel ritrovarti per supplicarti, o mio Gesù, di far sì che le creature Ti procurino le pure gioie ed i contenti ineffabili che scaturiscono dal felice Regno del tuo FIAT Divino.
          

QUINDICESIMA  ORA

L’anima segue Gesù nel deserto e, fermandosi al Giordano, Gli chiede il Battesimo salutare della Divina Volontà,
affinché tutti ricevano la sua Vita.

Mio Celeste e Sommo Bene, Ti voglio seguire dovunque.  Già vedo che stai per andare al deserto e per staccarti dalla Mamma alla quale dici:  “Addio, Madre;  Io Mi assento però Ti lascio il mio FIAT Divino per aiuto, per conforto, per Vita.  Esso servirà di mezzo di comunicazione fra Me e Te;  il mio Volere Ti renderà partecipe di ogni mio Atto, ed in tal modo Noi, benché lontani, rimarremo tanto uniti, da sentirci come una sola persona”.
Vita mia, Gesù, prendimi per mano e portami con Te, affinché nulla mi sfugga di quanto Tu farai, dacché io voglio tutto suggellare con l’impronta del mio amore.  Per chiederti il Regno della tua Volontà Divina sulla terra io Ti seguo passo passo, mentre cammini solo, col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio.  Ad ogni tuo respiro voglio farti aspirare l’alito del mio Ti amo, voglio rinchiudere in esso ogni tua parola e ad ogni tuo sguardo lo voglio offrire.  Mentre giungi al Giordano immergo in quelle acque il mio Ti amo;  così, non appena S. Giovanni le verserà sul tuo Capo per battezzarti, Tu sentirai scorrere in esse la piena del mio amore, che invoca per tutte le creature l’acqua battesimale della tua Volontà Divina e l’avvento del Regno suo.
Diletto, in quest’atto solenne del tuo Battesimo io Ti chiedo una grazia che Tu certo non mi negherai:  Ti prego cioè di purificare colle tue stesse sante mani la piccola anima mia mediante l’acqua vivificante e creatrice della tua Divina Volontà, affinché io nulla oda, nulla veda e nulla conosca, fuorché la sola vita del tuo FIAT.  Oh sì, Ti prego, fa’ che la mia esistenza non sia altro che un atto ininterrotto di tua Volontà!
Mio Gesù, dolce Amore, permetti che io Ti segua nel deserto:  ivi il mio Ti amo non Ti lascerà mai solo;  io rimarrò vicino a Te notte e giorno;  e quando Ti vedrò affannato, afflitto, spasimante d’amore, pregare e piangere per l’isolamento che subisce la tua Divina Volontà, allora Ti consolerò col grido del mio Ti amo!
Tu senti al vivo il dolore, non solo perché la tua Volontà Divina non regna fra le creature, ma perché venne posta da esse come al bando.  La tua Umanità Santissima perciò piange ed implora a nome di tutta l’umana famiglia che ambedue le volontà, Divina ed umane, si rappacifi¬chino fra di loro e si fondano insieme.   O Gesù, io faccio mie le tue lacrime, le tue preghiere, m’impossesso degli spasimi dell’ardente tuo Cuore ed intrecciandoli col mio Ti amo, formo dolci catene d’amore, onde costringerti a concedermi il Regno della tua Divina Volontà sulla terra!  Senti, Vita mia, sono i tuoi stessi palpiti, i tuoi stessi sospiri, sono le tue lacrime, le tue preghiere e le tue pene che vogliono ed invocano il Regno del tuo FIAT.  Perciò, se non vuoi ascoltare me, ascolta almeno Te stesso ed uscendo dal deserto assicurami che presto verrà sulla terra il Regno del tuo Volere.
Mio Gesù, Cuore del mio cuore, ecco già esci dal deserto e con premura raggiungi la tua casa di Nazareth, ove l’amore della Mamma Celeste incessantemente Ti chiama ed attende.  Qual scena commovente è mai questa!  La Madre ed il Figlio, spinti da un mutuo ed estremo bisogno di rivedersi, si slanciano nelle braccia l'Uno dell’Altra.  O Gesù, anch’io voglio partecipare con la piccola fiamma del mio Ti amo ai vostri casti abbracci, ai vostri slanci, ai vostri incendii d’amore per chiedervi il Regno del Supremo Volere!  Mamma Santa, domanda anche Tu per me questa immensa grazia e prega perché la Divina Volontà sia conosciuta e regni come in Cielo così in terra.

SEDICESIMA  ORA

L’anima segue Gesù nelle nozze di Cana e Gli chiede che cambi la volontà umana con quella Divina.  
Continua a seguirlo nella sua vita pubblica.

Amor mio e Vita mia, Gesù, io vedo che prima di incominciare la tua vita pubblica l’amore del tuo Cuore ardente Ti conduce ad assistere con la Mamma tua alle nozze di Cana e quindi Ti seguo col mio Ti amo.  Sento che il tuo Cuore palpita di tenerezza e di dolore perché rammenta di aver benedette altre nozze nell’Eden, quelle cioè di Adamo ed Eva innocenti.  Furono anzi doppie le nozze cui assistesti allora:  nozze tra la tua Divina Volontà e l’umane, nozze tra l’uomo e la donna, ai quali donavi per dote tutta la Creazione e soprattutto la tua Divina Volontà palpitante nei loro cuori ed in ogni cosa creata.
O mio Gesù, io voglio mettermi vicino a Te per investire il tuo sguardo dolce, la tua voce melodiosa, i tuoi modi affascinanti col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio.   Per quell’amore che Ti spinse a cedere alle suppli¬che della Sovrana Regina, che Ti domandava di trasformare l’acqua in vino, Ti prego di voler compiere il gran miracolo di cambiare la volontà umana nella Divina, onde Questa possa regnare come in Cielo così in terra.
Mamma Santa, Tu che dimostrasti tanta sollecitu¬dine nel venire in soccorso a quegli sposi, deh, abbi ora uguale premura nel far regnare sulla terra il Santo Voler di Dio!
Dolce mio Bene Gesù, per costringerti ad acconten¬tarmi Ti seguo senza lasciarti mai;  investo tutti gli atti tuoi col mio Ti amo e Ti sussurro incessantemente all’orecchio:  “Dammi il tuo FIAT che Ti palpita nel Cuore, dammi il tuo Volere che parla nella tua parola, che opera nelle tue mani, che cammina nei tuoi passi.  Deh, ascolta nella mia la tua stessa voce ed accorda che noi viviamo del tuo FIAT!”.
Mio Gesù, cara mia Vita, vedo che già stai per dipartirti dalla Tua Mamma, tuttavia i vostri voleri non si scongiungono.  Tu parti per dare inizio alla tua vita pubblica e rivolgi il passo verso Gerusalemme per andare ad annunziare nel Tempio la tua divina Parola e per dire apertamente che Tu sei l’Aspettato delle genti, il Messia sospirato.  Quante strette però non subisce il tuo Cuore, quanti dolori!  Coloro che Ti ascoltano, invece di gettarsi ai tuoi piedi per riceverti come loro Celeste Salvatore, Ti guardano con occhi torvi e brontolando si allontanano mentre Tu resti solo, costretto dall’ingratitudine di quella gente a mendicare il pane ed a ritirarti fuori dell’abitato.  Solo, solo, avendo per letto la terra, per tetto il Cielo stellato, passi le notti in lacrime ed in preghiere, supplicando per quegli stessi che non Ti vogliono ricono¬scere.
Gesù, Amor mio, vieni fra le mie braccia per prendere un po’ di ristoro;  voglio piangere e pregare con Te, voglio offrirti il corteo del mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio, nelle pene che soffri, nelle lacrime che versi, nelle parole che pronunci e che rimangono inascoltate;  voglio deporre il mio Ti amo avanti, dietro e sotto i tuoi passi, affinché i tuoi piedi non sentano la durezza della terra ingrata, ma soltanto la morbidezza del mio amore;  voglio dirti:  “Vedi, o Gesù, quanto soffri?  Fa’ che la tua Divina Volontà regni fra noi e le tue pene cesseranno immantinente!”

DICIASSETTESIMA  ORA

L’anima segue Gesù nei suoi miracoli e Gli chiede che compia il gran miracolo di far risorgere le anime nella Divina Volontà.

Mio Gesù, Vita del mio povero cuore, il tuo Amore non si arresta e perciò Tu ritorni nel Tempio per spezzare ai popoli la tua divina Parola;  mentre i grandi, i dotti, non vogliono riconoscerti, ecco che una turba di poveri, di ignoranti e di sofferenti si stringe intorno a Te, attirata dai tuoi modi affabili e dolci, dalla tua voce rapitrice.
Mentre Tu parli essi si sentono ferire il cuore;  una vena di felicità si apre nell’anima tua, perché senti che almeno puoi consolare, istruire, sanare coloro che sono considerati come rifiuto della società;  in tal modo diventi l’Amico, il Maestro, il Medico pietoso dei poveri;  per tutti hai parole di conforto, né disdegni di toccare le loro membra sofferenti per guarirle.  E’ sempre uno spettacolo commovente il vedere a Te d’intorno ciechi, muti, sordi, zoppi, paralitici, lebbrosi.  Tutte queste miserie umane trafiggono il tuo Cuore Divino e lo fanno fremere.  Oh come si schianta il Cuore nel vedere trasformata in miserie quella stessa natura umana che uscì tanto bella e perfetta dalle tue mani creatrici!  E’ la volontà degradata quella che producendo i suoi pessimi effetti, rende l’umanità tanto infelice.  Deh, Amor mio, fa’ che il tuo FIAT ritorni a regnare in mezzo a noi e metta in fuga l’infelicità che ha prodotto l’umano volere!
Io faccio scorrere il mio Ti amo nell’atto mediante il quale Tu procuri la vista ai ciechi, affinché tutti gli uomini acquistino la conoscenza della tua Divina Volontà.  Quanti ciechi vi sono che non scorgono il tuo Voler Divino!…  Oh, come di cuore Ti prego di concedere a tutti la grazia di conoscere e di osservare la tua SS. Volontà!
Vedo, Amor mio, che Tu con l’impero della tua voce doni l’udito ai sordi.  Il mio Ti amo scorre nel suono del tuo comando e Ti chiede di restituire l’udito a tanti sordi alla tua Divina Volontà.
Tu sciogli la lingua ai muti ed io, prostrato ai tuoi piedi, mi avvinco alle tue ginocchia e Ti supplico di sciogliere le lingue che non sanno pronunciare il tuo FIAT Divino, affinché tutti gli uomini indistintamente parlino il linguaggio della tua Volontà adorabile.
Mio Gesù, il tuo paterno Cuore sente forti strette di dolore per le miserie umane, perciò Tu vai seminando miracoli onde richiamare la tua Divina Volontà a regnare in mezzo alle creature:  raddrizzi gli zoppi, mondi i lebbrosi, sani i paralitici;  ed io, mio Celeste Salvatore, accompagnandoti sempre col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio, Ti prego di raddrizzare chi cammina zoppicando nel tuo Volere, di mondare le umane generazioni dalla lebbra della volontà che le rese deformi d’animo e forse anche di corpo, di sanare tutti coloro che sono paralizzati dal loro arbitrio.
Amor mio, l’umana volontà è la seminatrice di tutti i mali, perciò Ti prego di compiere il miracolo dei miracoli:  di far cioè che la tua Volontà regni come in Cielo così in terra, perché ogni miseria morale e fisica abbia a cessare.
Amato mio Bene, durante la tua vita pubblica, Tu spargi incessantemente la tua divina Parola e dovunque consoli gli afflitti:  incontrando una madre che piange e che accompagna alla sepoltura il proprio figlio, non reggi alle lacrime di questa donna, Ti avvicini alla bara, risusciti il giovane e lo restituisci alla mamma sua.  Mio Amore, il mio Ti amo Ti accompagna mentre ridoni la vita a chi l’ha perduta e Ti prega di richiamare a vita tante anime morte al tuo Volere Divino, per rasciugare le lacrime alla Divina Volontà che, più che Madre, dopo tanti secoli piange ancora, vedendo gran parte dei suoi figli come morti per Essa.

DICIOTTESIMA  ORA

L’anima segue Gesù in vari altri episodi della sua vita pubblica.

Mio Gesù, Vita mia dolcissima, il tuo Amore Ti fa accorrere ovunque;  chiamato a risuscitare una fanciulla, non Ti rifiuti e, prendendo la sua mano nella tua, la richiami a vita e rialzandola dici:  “La fanciulla non è morta, ma dorme”.   Quanti sono, Amor mio, che dormono il sonno della loro volontà umana!  Io voglio perciò far scorrere il mio Ti amo nell’atto che compi risuscitando la giovinetta per domandarti di stendere la tua destra su tutti gli uomini e di richiamarli alla vita del tuo Sovrano Volere.  Con un solo tocco della tua mano creatrice, con un atto di potenza tua Tu libererai queste anime dal letargo in cui giacciono e Ti formerai il primo drappello del Regno del FIAT Divino.
Mio pietoso Gesù, un’altra scena commovente Ti attende:  Marta e Maria piangenti Ti vengono incontro per dirti che il loro fratello è morto e Tu T’intenerisci talmente, che piangi con loro e chiedi che Ti portino al sepolcro di Lazzaro.  Ivi giunto, comandi che si scopra la tomba;  Tu fremi, tremi, piangi, poi con voce imperante e tremante per la forza del dolore dici:  “Lazzaro, vieni fuori!”;  e in tal modo lo risusciti.  Amor mio, perché piangi e soffri sì acuto dolore?  Perché Lazzaro morto rappresentava tutta l’umanità inveterata nel male e resa cadavere putrefatto dalla volontà umana.
Oh sì, Vita del cuor mio, lascia che anch’io pianga con Te e che investa ciascuna delle tue parole col mio Ti amo e col mio Ti adoro per indurti a ripetere ad ogni anima ciò che dicesti a Lazzaro:  “Vieni fuori dal sepolcro della tua volontà umana e rientra nella vita della mia Volontà Divina!…”.
Mio amabile Gesù, io non Ti abbandono un istante e perciò Ti seguo insieme ai tuoi discepoli.  Già vedo che mentre Tu dormi nella barca - e questo tuo riposo è simbolo di quello che Tu vuoi concedere a chi vive nel tuo Voler Divino -, una tempesta si scatena e mette in scompiglio gli Apostoli i quali, svegliandoti, gridano:  “Maestro, salvaci, altrimenti periremo!”
Mio Gesù, questo nubifragio riproduce al vivo l’orribile tempesta che provoca l’umana volontà.  Anch’essa innalzando le sue onde impetuose nel mare della vita, minaccia di sommergerci!  Io quindi, col mio Ti amo mi unisco agli Apostoli per supplicarti:  “Maestro, salvaci, altrimenti siamo perduti !”  Con quello stesso impero mediante il quale T’imponesti un giorno all’uragano del mare di sedarlo, comanda oggi alla tempesta della volontà umana di calmarsi e rappacifica il nostro col tuo Volere per farci riposare nelle braccia sicure del tuo FIAT Supremo!
Amato mio Bene, io vedo che Tu rivolgi i tuoi passi nuovamente verso Gerusalemme e perciò Ti accompagno col mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio.  Ma qual dolore non soffre il tuo Cuore Divino, quando scorge che il Tempio, casa del Padre tuo, viene profanato, quasi fosse un luogo di mercato!…   A tal vista Tu Ti adiri, prendi le funi e con autorità divina batti a destra ed a sinistra, rovesci tutto sossopra e cacci fuori i profanatori.  Alla forza del tuo atto imperante nessuno si oppone e tutti fuggono.  
Mio Gesù, io investo quelle funi mediante il mio Ti amo per pregarti d’impugnare di nuovo, onde scacciare la nostra volontà umana che osò profanare il vivo tuo tempio nelle anime nostre.  Deh, battila in modo che non ardisca mai più dominare le anime, ma ceda totalmente il suo posto alla tua Volontà Divina!

DICIANNOVESIMA  ORA

L’anima segue Gesù nell’entrata in Gerusalemme e Gli chiede la vittoria della Volontà Divina sull’umana.  
Lo segue poi nell’istituzione dei Sacramenti.

Amante Celeste, il mio Ti amo Ti segue nell’entrata trionfante che facesti in Gerusalemme;  io lo imprimo ovunque:  sui rami delle palme, sui mantelli che vengono gettati ai tuoi piedi, sulle grida di Evviva! con cui Ti accolgono le turbe.
Mio Re Divino, il tuo aspetto di conquistatore vittorioso pare volermi dare la lieta novella che presto giungerà il Regno del tuo FIAT Divino sulla terra.  A tale scopo io non Ti lascerò, non mi stancherò di seguirti coi miei Ti amo fino a tanto che Tu stesso non mi prometterai il suo felice avvento.
Ma già mi sembra sentirmi sussurrare da Te all’orecchio:  “O anima, seguimi, il mio Amore sente il bisogno della tua compagnia;  i miei nemici, invidiosi delle grida di evviva delle turbe, cercano di togliermi la vita e perciò Io prima di morire, voglio istituire il Sacramento dell’Eucaristia, per lasciare un ultimo ricordo dell’intenso amore che nutro per i figli miei e per poter far vita perenne in mezzo a loro.  Approfitta di questo mio dono per chiedermi senza intermissione il mio FIAT Divino!”
Amor mio, io mi stringo a Te per mettere il mio Ti amo in ognuno dei Sacramenti che istituisci.  Lo depongo in ogni Battesimo che si amministra per chiederti, in virtù di esso, di concedere il FIAT Divino a ciascun battezzato.  Te lo ripeto nel Sacramento della Cresima, per invocare la vittoria della tua Divina Volontà in ogni cresimando.  Questo mio Ti amo lo suggello ancora nel Sacramento dell’Estrema Unzione per ottenere che ogni morente compia l’ultimo atto della sua vita nella tua Divina Volontà.  Lo imprimo nel Sacramento dell'Ordine Sacro, per chiederti Sacerdoti che siano conformi al tuo Volere, i quali posseggano ed estendano il tuo Santo Regno.  
Il mio Ti amo s’imprime nel Sacramento del Matrimonio, per domandarti famiglie formate alla scuola del tuo FIAT Divino.  S’introduce nel Sacramento della Penitenza, per pregarti di dare in ogni confessione di fedeli, morte al peccato e vita alla tua Divina Volontà.  
Salvator mio Gesù, io voglio che il mio Ti amo non Ti abbandoni giammai e sia eterno con Te, perciò lo lascio col mio Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio, in ogni Ostia Sacramentale, in ogni lacrima segreta che versi per ciascuna particola consacrata, in ogni offesa che ricevi ed in ciascuna riparazione che compi, per domandare con Te che il Regno della tua Divina Volontà domini come in Cielo così in terra.
Mio Arciere Celeste, ferisci da ogni Tabernacolo le umane volontà, stendi su di esse le tue catene d’amore, usa tutti i tuoi stratagemmi amorosi per vincerle, poscia dacci in cambio il tuo Volere, affinché Esso sia uno col nostro, come in Cielo così in terra.  

VENTESIMA  ORA

L’anima segue Gesù nel Getsemani e nelle pene della sua Passione.

 Mio afflitto Gesù, ora che Ti lasciasti nel Sacramento dell’Eucaristia, onde poter scendere in ciascun cuore, metterti a disposizione delle tue creature e dir loro:  “Non vi lascio, resto con voi tutti per poter formare il Regno della mia Divina Volontà in mezzo a voi, miei figli”, il tuo Amore si sente appagato e quindi Tu entri generosamente nel mare della tua Passione.
Già vedo che i tuoi passi s’indirizzano verso l’Orto del Getsemani e che Tu Ti prostri a terra e preghi;  nel frattempo il tuo respiro diviene grave:  Tu Ti affanni, sospiri, agonizzi e su-di Sangue!  Tutto Ti si fa dinanzi:  i peccati degli uomini, le pene della tua Passione, ciascuna delle quali porta l’impronta infame dell’arma micidiale dell’umana volontà che guerreggia un Dio.  
Mio agonizzante Gesù, il mio povero cuore non regge nel vederti caduto a terra e bagnato del tuo proprio Sangue:  in virtù di questo tuo martirio così cruento Ti chiedo che la tua Divina Volontà estenda il suo Regno sulla terra e, con le sue mani divine, dia morte all’umano volere, occupando il proprio posto vitale in ogni cuore.   Mio Gesù, io voglio recarti sollievo facendo scorrere il mio Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, in ogni goccia di Sangue che versi, in ogni tua pena, affanno e sospiro;  col mio Ti amo vorrei formarti altissime nubi che occultassero alla tua vista inorridita lo spettacolo orrendo di tanti peccati.  O Gesù, se il tuo Voler Divino regnasse, Tu non Ti troveresti in tante pene, né soffriresti una agonia sì straziante;  perciò assicurami che il trionfo della tua Volontà Divina non si farà più attendere a lungo!
Mio penante Gesù, i tuoi nemici sono già nell’Orto;  essi Ti legano con funi e catene, Ti calpestano coi piedi, Ti trascinano, Ti portano di tribunale in tribunale.  Mio Amore, io Ti seguo passo passo per suggellare tutte le tue pene col mio Ti amo e per chiederti che colle stesse funi e catene con cui sei avvinto, Tu voglia legare la nostra volontà ribelle, affinché essa non si opponga più alla tua Divina, ma la faccia anzi regnare.
Mio Gesù, i tuoi nemici non si danno pace, Ti colmano di pene, Ti coprono di sputi, Ti accusano come malfattore e, dopo di averti condannato a morte, Ti mettono in carcere.  Mio prigioniero Gesù, io non Ti lascio;  il mio Ti amo investe quegli schifosi sputi affinché Tu non senta la nausea, ma trovi in essi soltanto la dolcezza del mio amore;  io voglio ricoprirti col mio Ti amo, affinché esso Ti protegga da tutti gli insulti che Ti si arreca, raddolcisca le tue pene e si trasformi in arma di difesa che ponga in fuga i tuoi nemici.   Il mio Ti amo Ti serva di luce nella scura prigione in cui Ti cacciano, Ti tenga compagnia e T’induca a liberarci dalla prigionia della nostra volontà per renderci figli del FIAT tuo Divino.
Mio tormentato Gesù, i tuoi nemici Ti sprigionano nel barbaro intento di riserbarti pene maggiori e di farti morire;  trascinandoti, essi Ti conducono a vari tribunali, da Pilato ad Erode, il quale burlandoti, giunge persino a farti vestire da pazzo causandoti pene inaudite.   Quanto soffri, Amor mio!…  Col mio Ti amo voglio formare una veste di luce che abbagli ed umili i tuoi nemici, persuadendoli a non più tormentarti, ma a riconoscerti per loro Re.  E Tu usaci la misericordia di guarirci dalla pazzia in cui ci mette l’umano volere, pazzia che ci fa perdere la ragione del vero bene, perché ci impedisce di compiere la tua Divina Volontà.

VENTUNESIMA  ORA

L’anima continua a seguire Gesù nelle pene della sua Passione.

Mio tormentato Gesù, ecco che Ti conducono nuovamente a Pilato!  Ivi nuove pene Ti aspettano.  Dopo di averti condannato alla fustigazione Ti spogliano delle tue vesti e Ti legano ad una colonna per flagellarti barbaramente.  Io abbraccio i tuoi piedi divini e fo risuonare in ogni colpo che ricevi il mio Ti amo;  ad ogni brandello di carne che Ti strappano, ad ogni piaga che si forma nel tuo corpo, voglio gridare il mio Ti amo, per implorare che Tu ci spogli della veste dell’umana volontà e ci copra con quella del Divin Volere.
Mio flagellato Gesù, già sei irriconoscibile, il mio cuore non regge a tanto strazio, eppure i tuoi nemici non sono contenti ancora!  Io vorrei metterti in salvo coi miei Ti amo, Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio, vorrei strapparti da quelle mani inique!
Lungi dall’aver pietà di Te, i carnefici infami Ti coronano di spine, Ti coprono di lacera porpora e, trattandoti da re di burla, Ti pongono una canna in mano!
Mio Gesù, Vita mia, il mio Ti amo imperli ogni spina che trafigge la tua testa ed addolcisca il tuo spasimo atroce.  E Tu, da parte tua, toglici la corona di burla con cui ci coronò l’u-mano volere, spogliaci della sua lacera porpora e toglici di mano la canna di tante opere vuote.  Donaci la corona del tuo Voler Divino, concedici la sua porpora regale, che ci rende tuoi veri figli e fa’ che lo scettro del comando del tuo FIAT regga e domini le anime nostre.
Mio Re Gesù, il mio Ti amo penetra nell’urlo della plebe ebbra di sangue e Ti manifesta il mio amore nell’istante in cui al tuo orecchio risuona l’ingiusta condanna di morte:  “Crucifige, crucifige!”.  Anch’io farò sentire forte il mio grido e porrò il mio Ti amo in ciascuna voce, sul labbro di tutte le creature.  O Gesù, sia crocifissa l’umana volontà e regni la Tua!  Per il dolore che soffristi nell’essere condannato a morte, liberaci dalla morte a cui le anime condannano il tuo FIAT, fa’ che la nostra volontà muoia a sé stessa e che il tuo Voler Divino risorga dominante e formi il suo Regno in tutti gli atti nostri.

VENTIDUESIMA  ORA

L’anima segue Gesù al Calvario;  considera le sue pene strazianti e Lo prega che la sua Divina Volontà trionfi in mezzo alle creature.

 Amor mio, il mio cuore non mi regge!…  Appena vedi presentarti la Croce Tu l’abbracci e Te la carichi sopra le spalle.  O Gesù, voglio coprire tutta la tua Croce coi miei Ti amo, Ti adoro, Ti benedico e chiederti che, in virtù di essa, tutte le tue pene portino alle creature la virtù del tuo FIAT e le dispongano a ricevere il suo dominio.  Voglio gridare in ogni pena che soffri, in ogni goccia del tuo Sangue, in ogni caduta, in ogni strappo dei tuoi insanguinati capelli, in ogni spinta che ricevi:  “Venga, venga il Regno del Tuo Volere!”.
Mio spasimante Gesù, Tu giungi calpestato e trascinato sino al monte Calvario.  Già Ti spogliano delle tue vesti, Ti stendono sulla Croce e con spasimi inauditi Ti crocifiggono.  Il mio Ti amo scorre sopra le tue membra straziate, nelle tue ossa slogate, nelle trafitture dei tuoi chiodi;  imprimendo il mio Ti amo in tutte le tue pene, Ti chiedo, o Amor mio, di spogliarci di tutto ciò che impedisce alla tua Divina Volontà di regnare nei nostri cuori.
Mio crocifisso Gesù, Tu spasimi, agonizzi sulla Croce.  Il mio Ti amo suggelli i tuoi spasimi, le strette dolorose del tuo Cuore, le fiamme che lo divorano;  esso Ti sia di refrigerio, smorzi la tua sete ardente e suggelli tutte le parole che pronunziasti sulla Croce.  
Ricevendo nel mio Ti amo l’ultimo tuo respiro, Ti supplico, per le pene strazianti che soffristi sulla Croce, di darci un ardente desiderio di vivere nella tua Divina Volontà.   
Con la tua morte dona la morte al nostro volere e vita al tuo FIAT in tutti i cuori, affinché Esso trionfante e vittorioso si stenda su tutto il genere umano e regni come in Cielo così in terra.

VENTITREESIMA  ORA

  L’anima si chiude nel sepolcro con Gesù per seppellire la sua volontà con Lui;  scende poi nel Limbo e chiede, con tutti i Santi, il Regno della Divina Volontà.
  Amor mio, sei già morto!  Oh, come anch’io vorrei morire con Te!  Ma questo, purtroppo, non mi è concesso e quindi:  “FIAT! FIAT!…”  Io voglio riceverti nelle mie braccia per chiudere la tua SS. Umanità nel mio Ti amo così Essa non vedrà che il mio Ti amo, non sentirà che il mio Ti amo, non verrà a contatto che col mio Ti amo!  Questo mio Ti amo seguito dal mio Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio, non Ti abbandonerà un istante!
Morto mio Gesù, io voglio offrirti una sepoltura degna di Te!  Col mio Ti amo Ti chiedo di seppellire la nostra volontà umana, in maniera che essa non abbia mai più possibilità di ritornare a vita.
Sempre accompagnandoti col mio Ti amo, Ti seguo insieme alla tua e mia dolce Mamma nel Limbo.  Oh, scena commovente!…  In questo santo luogo vi è il nostro primo padre Adamo, c’è Abramo, vi sono tutti i Patriarchi, i Profeti nonché il caro S. Giuseppe e tutto il popolo buono dell’Antico Testamento.  Quelle sante anime, vedendoti gioiscono di una gioia indicibile e prostrandosi ai tuoi santi piedi Ti adorano, Ti amano, Ti ringraziano.  Pare tuttavia che la loro festa non sia completa, poiché tutti insieme Ti dicono:  
“Dolce Salvatore, noi Ti rendiamo grazie di quanto facesti e soffristi per nostro amore!  Ora però che ci hai redenti, compi l’opera tua:  fa’ che la tua Volontà Divina regni come in Cielo così in terra!”
Non odi, Amor mio, il coro di voci a Te sì care?  Non senti la supplica della stessa Regina dei dolori?  Oggi, giorno della morte tua, è pure il giorno delle tue vittorie, del tuo trionfo;  concedici dunque il trionfo del tuo Divino Volere sulle umane volontà!  
Mio vincitore Gesù, io osservo che esci dal Limbo con tutto l’esercito dei tuoi giusti e Ti avvii al sepolcro per vincere la morte e per far risorgere la tua SS. Umanità.  Qual momento solenne è mai questo!  Per festeggiarlo e per ottenere la risurrezione della tua Divina Volontà in tutte le creature, io voglio nascondere ovunque il mio Ti amo:  nel sepolcro nell’atto che compi per risorgere, nella stessa luce di gloria che Ti circonda.  E Tu, Amor mio, per celebrare questo giorno di giubilo, atterra la nostra volontà umana e fa’ risorgere per sempre vittoriosa la Tua!

VENTIQUATTRESIMA  ORA

  L’anima segue Gesù dopo la Risurrezione, assiste alla sua Ascensione e chiede di poter cantare per sempre il suo amoroso ritornello:  “Venga in terra il Regno della tua Divina Volontà!”

 Mio Gesù, dopo di essere risorto, Tu non Ti diparti per il Cielo;  questo mi conferma che Tu vuoi stabilire il Regno della tua Divina Volontà in mezzo alle creature ed io non Ti abbandonerò un istante.  Ti seguo passo passo col mio Ti amo mentre compari risorto alla tua Mamma;  per quella gioia che entrambi godeste, io Vi chiedo con sempre crescente insistenza il Regno del tuo FIAT…  Il mio Ti amo Ti accompagna mentre compari alla Maddalena, agli Apostoli e domanda che la tua Divina Volontà sia conosciuta in modo speciale dai Sacerdoti, i quali a loro volta, quali novelli Apostoli, la facciano conoscere a tutto il mondo.  Il mio Ti amo Ti segue in tutti gli atti che compi in mezzo ai tuoi dopo la Risurrezione e, finalmente, invita Cielo e terra ad assistere alla tua Ascensione gloriosa.
Mentre Tu, con la tua entrata trionfante in Paradiso apri i battenti chiusi da tanti secoli alla povera umanità, io metto il mio Ti amo su quelle porte eternali e Ti prego, per quella stessa benedizione che desti a tutti i discepoli che assistettero alla festa della tua Ascensione, di benedire tutte le umane volontà, affinché esse conoscano e apprezzino il dono della vita vissuta nel tuo Volere.  Per il grande amore con cui ci apristi le porte del Cielo, Ti prego, o mio glorioso Gesù, di far discendere da quelle stesse porte la tua Divina Volontà affinché Essa regni sulla terra così come regna in Cielo.
Amor mio, già sei assiso alla destra del Padre:  inabissata nel mio povero piccolo nulla io Ti adoro, Ti benedico, Ti ringrazio e formo continuamente col mio Ti amo lunghe catene che congiungano la terra al Cielo.
Deh, lascia sempre aperte le porte della Celeste Dimora, affinché io possa incessantemente venire ai tuoi piedi, salire fra le tue braccia, per ripeterti senza posa il mio canto d’amore:  “Mandaci il Regno del tuo Santo Volere e la tua Volontà Divina si faccia sulla terra così come si compie in Cielo!”   
Così sia!





Fiat, Fiat, abbi pietà della mia piccolezza;  mi sento che
non posso contenere la tua Luce:  sono troppo piccino!  Perciò,
Tu stesso forma il vuoto, allargami, così posso contenere più Luce, affinché
non resti soffocato da questa Luce;  ché non mi è dato di poterla tutta
abbracciare per rinchiuderla nella piccola anima mia.  (Cfr. Vol. 27 - l0.11.1929)  

Inizio

 
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