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LETTETTERE DI LUISA A FEDERICO. ABRESCH - Divina Volontà : Fraternità - Figli del Divin Volere

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LETTETTERE DI LUISA A FEDERICO. ABRESCH

BIOGRAFIE di LUISA

“Soprattutto e prima di tutto chiedo un grande amore di Dio.”

“Mio Dio, ti amo col fuoco della tua Increata Carità.”


San Giovanni Rotondo (Foggia) 1967-1969


Federico Abresch (1889-1969)


Cenni Biografici


Friedrich Abresch, tedesco, di famiglia luterana, andò a San Gio-vanni Rotondo per vedere Padre Pio nel 1925, per pura curiosità.  Luterano di nome in gioventù, era diventato Cattolico Romano sposando una italiana, Amelia, ma non praticava ancora la sua religione.  

   Padre Pio non espulse Abresch dal confessionale, ma non appena entrò, gli fece “comprendere immediatamente che nelle mie precedenti confessioni avevo tralasciato alcuni peccati mortali “… “ Egli dissimulò la sua conoscenza del mio intero passato ponendomi delle domande. Enumerò con precisione e chiaramente tutte le mie mancanze, addirittura menzionando il numero delle volte in cui avevo disertato la S. Messa!...”

Nel 1926, un anno dopo, la moglie di Federico ebbe una emorra-gia, e i medici diagnosticarono un tumore all’utero.  Amalia Abresch fu devastata dalla certezza che una isterectomia le avrebbe impedito di avere figli, così andò da Padre Pio, il quale le disse di
“non andare sotto i ferri”.  Dopo ciò, le emorragie cessarono e, sebbene il tumore non scomparve, con sua grande gioia, ella concepì e, all’età di circa 40 anni, diede alla luce un bambino.  Il ragazzo, che fu chiamato Pio, in seguito divenne un monsignore.

  Successivamente, la famiglia Abresch si stabilì a San Giovanni Ro-tondo, dove Federico aprì uno studio fotografico.  Per molti anni egli fu un fotografo ufficiale di Padre Pio e dei suoi confratelli .
(1)

   Dopo la sua conversione, Federico cominciò a girare, in cerca di cose spirituali e di anime particolari.  Aveva ricevuto dal padre guardiano del Convento Francescano di S.G. Rotondo, dove risiedeva Padre Pio, una copia dell’
“Orologio della Passione Di Nostro Signore Gesù Cristo – con un Trattato sulla Divina Volontà” (2), e, rimasto profondamente colpito, cominciò a pregare Gesù di fargli conoscere la “pia autrice”.  Ottenne successivamente l’indirizzo di Luisa e, dopo un primo scambio epistolare tra due, andò a visitarla a Corato, presso il Convento delle Suore del Divino Zelo, dove Luisa risiedeva in quel periodo(3) .  Luisa lo accolse, e con poche ma penetranti parole, gli parlò della Volontà Divina.  Federico ne rimase profondamente colpito, e incoraggiato da Padre Pio, continuò a visitare Luisa, la quale, semplicemente, immancabilmente, gli parlava della Divina Volontà, dei prodigi che Essa compie quando regna come vita nella creatura, e di quanto Gesù arda dal desiderio di farne Dono alle creature.

   Seguirono altre visite e scambi epistolari tra Federico e Luisa, la quale lo incoraggiava vivamente a far conoscere le verità sul vivere nel Divin Volere, che egli man mano andava apprendendo.  Gli scriveva Luisa:  “Cercate, quanto più potete, di far conoscere a tutti la Divina Volontà; così otterrete la grazia di conoscerla voi di più…”.

   Fu così che a San Giovanni Rotondo, già dagli anni ’40, Federico cominciò a tenere dei cenacoli sulla Divina Volontà.  Tra le anime che vi parteciparono, c’era la signorina Adriana Pallotti, modenese, figlia spiri-tuale di Padre Pio.  “Ne eravamo entusiasti” riferisce Adriana “Non vede-vamo l’ora che arrivasse il Sabato per andare da Federico.  Parlava ogni settimana, alle 5 del pomeriggio, per un’ora e mezza, e noi non volevamo mai che smettesse.  Anche Padre Pio ne era contento…”.  Tra le anime che partecipavano ai cenacoli di Federico sulla Divina Volontà, vi era una certa Giulietta Marchi di Bologna, “un’anima molto bella, a cui Gesù parlava.  Prima di morire, dopo aver seguito insieme i cenacoli di Federico per diversi anni " dice Adriana “ella mi disse:  ‘Adriana, devi prendere dei nastri e registrare quello che dice Abresch, perché in futuro si dovrà parlare di questa spiritualità.  Lo vuole il Signore, perché Egli desidera liberarci dalle miserie del volere umano, per farci vivere nella Sua Divina Volontà…”
(4)

Fiat!  In Voluntate Dei!
1   Fonte: “ Padre Pio: La Vera Storia” di C. Bernard Ruffin
2   Pubblicato dal Padre Annibale M. Di Francia
3  Federico stesso racconta della sua prima visita a Luisa, e di successivi       incontri
4   Fonte: Intervista con Adriana Pallotti, S. G. Rotondo, Foggia





Le LETTERE

della Serva di Dio Luisa Piccarreta
a Federico Abresch


1.  (20)
(A Federico Abresch, Bologna)
In Voluntate Dei! - Fiat!


Stim.mo nel Signore,
non potete immaginare il contento che provo, quando sento che si vuol vivere nella Divina Volontà, perché è una vincita che fa Gesù; e mentre Lui vince la nostra volontà, noi vinciamo la Sua. Nel Regno del Divin Volere nessuno perde, siamo tutti vincitori, Dio e la creatura.
Mi sorprendono i vostri dubbi. Come, non sapete che la Redenzione è preparazione al Regno della Divina Volontà? E il Sacro Cuore di Gesù non è altro che l'immenso Regno della sua Volontà. Non è il Cuore che domina; è la Volontà Divina che domina il suo Cuore Divino. Povero Cuore, se non avesse una Volontà che lo dominasse, non sarebbe buono a nulla. Se la volontà è buona, il cuore è buono; se la volontà è santa, il cuore è santo; se la nostra volontà dà luogo alla Divina, facendole erigere il suo trono nella nostra, il cuore acquista per grazia le prerogative divine. Quindi, tanto nell'ordine divino quanto nell'umano, è sempre la volontà che tiene il primo posto, l'atto primo, il suo regime. Il cuore e tutto il resto sono nell'ordine secondario... Perciò, dire che regna il Cuore, se non regna la Divina Volontà, è assurdo. Possono chiamarsi devozioni, pie pratiche...; se non regna il Volere Divino, il Regno non esiste. Esiste in Cielo, ma in terra non tiene luogo. Però la Chiesa Santa, organo, portavoce del Fiat Supremo, implora per mezzo del Sacro Cuore, per mezzo della Madre Celeste, il Regno della Divina Volontà. Non lo dice con le parole, ma lo dice coi fatti.
Il Volere Divino è il Re; il suo Cuore, le sue Piaghe, il suo prezioso Sangue, la Croce, la dolce Regina, formano i ministri che circondano il Re ed implorano per mezzo loro il Regno della Divina Volontà nelle anime.
Ora, come si fa a conoscere?  Tutte le cose necessarie so-no per noi Volontà di Dio, le diverse circostanze con cui ci possiamo trovare. Se veramente siamo decisi a vivere in Essa, è tanto il compiacimento di Dio che, se ci vogliono dei miracoli, li farà, per non farci fare la nostra volontà. A noi spetta la decisione vera, disposti a mettere anche la vita per vivere in Essa; e il caro Gesù, la Sovrana Regina, prenderanno l'impegno, ci faranno la sentinella, ci circonderanno di tali grazie per non farci tradire dalle nostre volontà. Molto più che Nostro Signore non insegna cose difficili, né le comanda, né le vuole, ma facilita in modo mirabile ciò che vuole da noi, anzi, si mette al nostro posto per facilitarcelo e fa insieme con noi ciò che vuole che facciamo.
Mi raccomando alle vostre preghiere e anche alla mia buona figlia Amelia. Fatevi santi. Il Divin Volere vi stenda le braccia per crescervi nel suo seno. Tutte le cose guardatele come portatrici di Esso, per darvi la sua vita, la sua santità... Il piccino crescetelo santo, come dono del Fiat; chissà che non siano appagate le vostre brame di vederlo religioso e santo.
Quindi, vi lascio tutti nel Voler Divino; fatevi trovare sempre in Esso. E con mille ossequi al padre, alla madre e al figlio, mi dico vostra aff.ma,
la piccola figlia della Divina Volontà


2.  (47)
(A Federico Abresch, Bologna)
In Voluntate Dei! - Fiat!

Carissimo figlio nel Voler Divino,
l'unica consolazione che può provare una madre, nel tenere i suoi figli lontano, è che vogliano vivere nel Volere Divino, se penso quanto il caro Gesù lo sospira e come il chiodo che più Lo trafigge è che i suoi figli non vivono nella sua Volontà. E la Celeste Regina, che cosa non farebbe se ci vedesse vivere insieme con Loro, con una sola Volontà? Certo che metterebbero la vita a nostra disposizione. È proprio questo il vivere nel Voler Divino.
Dio stesso prende a petto tutte le cose nostre e mette a nostra disposizione la sua Santità, il suo Amore, tutto l'Essere suo, purché abbia il contento di vederci vivere in quel Volere che è il portatore di tutti i suoi beni.
Carissimo nel Voler Divino, per vivere in Esso non si tratta di cambiare azioni, ma solo volontà: invece di far correre la nostra in tutto ciò che facciamo, facciamo correre Quella di Dio. E volete sapere che succede nel nostro atto? È tanto il suo Amore, la sua Bontà, che, come formiamo l'atto e facciamo correre la sua Volontà, così viene formata la Vita Divina nell'atto nostro, e tante volte ripetuta questa Vita di Dio nei nostri atti per quanti atti facciamo; e vi pare poco dire che, purché faccia correre la sua Volontà, mi dà il potere di poter formare tante Vite Divine per quanti atti faccio? Siano pure atti naturali o piccoli, purché ci sia la sua Volontà, il gran prodigio viene compiuto.
In riguardo alle debolezze, miserie o altro, non vi date pensiero, purché non ci sia la nostra volontà, perché essa è la nostra rovina. Possono servire come sgabello su cui il Voler Divino forma il suo trono per dominarci e regnare, oppure co-me servono le pietruzze e le macerie a chi vuole farsi una abi-tazione, oppure come terra in mano al nostro Agricoltore Celeste, che delle miserie senza la nostra volontà fa le belle fioriture per estendere il suo Regno. Tutto serve a sua gloria e a nostro bene nelle mani divine del Fiat. Però, mi raccomando, non pensate alle miserie, alle debolezze; quanto più si pensano, più si sentono. Invece, col non pensarle svaniscono e si sentono di meno. Molto più che il dolce Gesù non guarda a ciò che sentiamo, ma a quello che vogliamo, anzi, molte volte ci compatisce e aumenta la sua Grazia, la sua forza, per fare che le miserie stiano al loro posto. Del resto, il caro Gesù, col volere che viviamo nella sua Volontà, non vuole avere a che fare coi morti, ma coi vivi; sicché le nostre miserie dicono che siamo vivi, non morti, e Lui, volendo fare da Vincitore, le vince e ne fa il più bell'ornamento per il suo Regno.
Perciò, coraggio e fiducia; sono le armi che vincono Dio. Se non facciamo i primi passi, non possiamo fare i secondi, i terzi e via via... Se non entriamo nel mare, non possiamo ba-gnarci né nuotare dentro; perciò, l'essenziale è incominciare davvero, il resto verrà da sé.
Mi raccomando alle vostre preghiere. Dite al piccolo Pio che in ogni cosa che fa dica: "Gesù, prendi la mia volontà e dammi la Tua". Crescetelo santo, affinché sia un vero figlio del Voler Divino. Lascio tutta la famiglia nel Voler Divino. Cercate, quanto più potete, di far conoscere a tutti la Divina Volontà; così otterrete la grazia di conoscerla voi di più. Man-do il saluto del Fiat a tutti.
la piccola figlia della Divina Volontà


3.  (65)
(A Federico Abresch, Bologna)
In Voluntate Dei! - Fiat!


Mio carissimo figlio nel Voler Divino,
perdonatemi il ritardo. Vi fo' noto che sono sempre nel Voler Divino, ove voglio io e vuole Gesù che ci siano tutti i figli miei lontani e vicini, quelli cioè che vogliono vivere nel Voler Santo. Il Cielo ci guardi da una sventura sì grande, di u-scire da dentro di Esso.
Figlio carissimo, dovete sapere che questo è un compito datoci da Dio nella Creazione. Il principio della nostra esistenza fu formato nel centro del FIAT Supremo. Dio creava la nostra volontà umana come sua stanza divina, come gabinetto segreto, deve doveva vivere insieme con noi, dove doveva tenere la sua cattedra per insegnarci la dottrina celeste del suo Volere. Sicché nessuna legge ci può imporre di non vivere in Esso, né la S. Chiesa, per quanto ci inchiniamo e adoriamo le sue disposizioni, né Dio stesso può dirci: "Non voglio che tu viva nella mia Volontà", perché Lui con somma Sapienza ce ne diede il diritto per creazione. Noi, col vivere in Essa, dobbiamo essere l'abitazione di Dio, i portatori del nostro Creatore, nei quali, per sfogare i suoi deliri d'amore, doveva farsi narratore del suo Essere Divino nel gabinetto segreto della nostra volontà umana. E perciò vuole che sappiamo quanto ci ama e che ci vuole a vivere nel suo Volere con quell'amore con cui si vive tra figli e Padre... Oh, come si amareggia se non si vive insieme con Lui, se non ci tiene stretti sulle sue ginocchia paterne, se non ci dà continuamente i suoi doni, la sua vita, la sua santità. Le disso-miglianze non Gli piacciono, ci vuole simili a Lui. E per fare ciò, sentite un suo ritrovato: dà amore in ogni cosa che faccia-mo, vuole che Gli diamo in dono la nostra volontà per darci la Sua; ed in questo scambio fa crescere la Vita della Divina Vo-lontà in noi, sicché come diamo la nostra, così cresce la Sua e, ogni volta che diamo la nostra, si diletta di operare in noi le sue meraviglie divine.
Perciò, carissimo nel Voler Divino, siamo attenti, stiamo al nostro posto, non ci curiamo dei tuoni e delle tempeste, sebbene mi abbiano amareggiata fin nelle midolla delle mie ossa. Io mi spero che si cambieranno in Cielo sereno ed in tuoni di luce e di amore per il mondo intero e per il trionfo di un Regno sì santo... Possiamo dire che bruciamo sul rogo delle pene in cui ci hanno messi, ma spero che questo rogo mi serva per bruciare il carcere del mio corpo; così potrò prendere il volo verso il Cielo, per poter ottenere il Regno della Divina Volontà sulla terra.
Vi ringrazio poi tanto della vostra ospitalità offertami; per compenso, prego Gesù che vi dia la sua ospitalità perenne nel Fiat Divino. Pregate per me, che ne ho tanto bisogno; e la-sciandovi chiuso nel Voler Santo, unito con la buona Amelia ed il mio piccolo Piuccio, mi dico vostra aff.ma,
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 30-11-1938


4.  (87)
(A Federico Abresch)
J.M.J.
In Voluntate Dei! -  Fiat!

Stimatissimo figlio nel Volere Divino,
grazie di tutto; il buon Gesù vi ricompensi con lo sper-dervi tutto nella Divina Volontà e col tenere la vostra come sgabello sotto i suoi piedi divini. Come vi sentirete felice, per-ché col vivere insieme col Volere Divino, ciò che è di Gesù e della Mamma Regina è nostro; nostra è la sua santità, la sua vita, i mari immensi delle sue ricchezze. Gesù e la Regina si sentono felici, ché non sono soli nella loro felicità e nei beni che posseggono, ma hanno i figli del Fiat, che sono anche figli loro, che fanno Loro compagnia e vivono insieme con Loro; e quello che è più, se ci manca qualche cosa, prendono a petto la nostra santità, ci suppliscono in tutto, ci danno il loro amore e tutto ciò che hanno fatto per nostro corteggio e dote, per poter fare noi vita con Loro. Sicché tutto è nostro, vivendo nel Voler Divino, e tutto possiamo dare a Dio; anzi, ogni atto di Volontà di Dio che facciamo crea la sua Vita in noi e formiamo la lunga generazione di Dio negli atti nostri.
Perciò, la cosa che più facilita il vivere nel Volere Divino è fare tutto ciò che possiamo fare e perché Dio lo vuole; nell'atto nostro viene impresso un Fiat e si forma la Vita Divina. Sicché col non vivere nel Voler Divino impediamo la generazione divina negli atti nostri, perché non trova in noi la materia adattabile per formare la sua Vita, cioè non trova la sua santità, le sue virtù, per poter generare... Quante Vite Divine represse e non venute alla luce, perché manca la vita della sua Volontà nelle anime! Che dolore, che amarezza indicibile! Perciò, preghiamo che si conosca il vivere nel Vo-lere Divino.
Come pure vi ringrazio di tutto ciò che mi dice Suor Ma-ria Deo Gratias;  mi ha sollevata dalle tante amarezze di cui il mio cuore è inondato. Se vi riesce di sapere altro, sarei felice di conoscerlo; del resto, Fiat, Fiat!
Ora, vi fo sapere che la Santa Comunione la faccio tutti i giorni e la S. Messa una volta la settimana, mentre prima, an-che quando sono uscita dal convento, si celebrava tutti i giorni; siccome dopo sei mesi dalla proibizione dei libri morì il nostro Vescovo, i padri che fecero proibire i libri potettero ottenere dal S. Uffizio, dopo la morte del Vescovo, che mi proibissero la S. Messa.  Però la Divina Volontà, in cui trovo tutto ed anche la S. Messa, non me la può togliere nessuno.
Carissimo nel Voler Divino, io non so come ringraziarvi, ché come figlio vorreste aiutarmi, se io avessi bisogno nelle cose necessarie; grazie, grazie! Anzi, voglio dirvi un segreto promesso dal Fiat Divino, che prenderà a petto suo (la sorte di) tutti quelli che vivranno di Esso e si farà porgitore di tutto ciò che necessitano, tanto nell'anima quanto nel corpo; non farà loro mancare nulla, e, se occorre, anche con mezzi miracolosi. Ci troveremo nelle condizioni della Creazione, che una cosa creata non ha bisogno dell'altra, tutte sono ricche in sé stesse; stanno però con sommo accordo e non si spostano mai dal loro posto. Il posto nostro è la Divina Volontà. Se viviamo in Essa, ci terrà alla sua mensa e nulla potrà mancarci. Quanto è buono il Signore! Ringraziamolo di cuore.
Oltre a ciò, vi fo sapere che il caro Gesù è dispiaciuto, che nessuno ha interesse per una causa sì santa. Perciò, se voi potete fare, muovere o spingere qualche persona, fatelo, ché darete un piacere a Gesù; e se potreste occuparvi per farmi riavere la S. Messa, come vi sarei grata! L'ho tenuta per più di quarant'anni e, senza sapere le ragioni, me l'hanno tolta. Fiat, Fiat!
Mi raccomando alle vostre preghiere e, lasciandovi nel mare del Voler Divino, mando il saluto del Fiat a voi, alla buona Amelia, al piccolo Piuccio e al gruppetto, e mi dico vo-stra aff.ma,
la piccola figlia della
Divina Volontà
Corato, 10-4-1940


5.  (88)
(A Federico Abresch)
J.M.J.
In Voluntate Dei
Stim.mo figlio nel Voler Divino,
vi ringrazio nel Voler Divino di tutte le vostre attenzioni e delle cose confortanti che mi mandate.
Dovete sapere che nel Volere Divino neppure l'umiltà esiste, ma il puro nulla, il quale conosce con chiarezza che tutto ciò che di bene si può fare è il Tutto che opera nel nulla, sicché il povero nulla sta in atto di sempre nascere; è il Tutto che cresce e forma la sua vita nel nulla. Oh potenza del Voler Divino, non appena l'anima si decide e vuol vivere in Esso, la Trinità SS. prende il suo primo posto operante; e siccome è Atto di Volontà Divina, tutti vogliono il loro posto d'onore in quell'Atto: la Regina del Cielo, gli Angeli, i Santi e tutte le cose create. Sicché con un solo Atto di Volontà Divina noi chiudiamo tutto, abbracciamo tutto e diamo tutto a Dio, anche tutto ciò che fece il verbo Eterno sulla terra; i beni che scendono a pro di tutti sono incalcolabili.
Figlio carissimo, con dolore ho appreso la ritirata di P. Bruno; del resto, Fiat, Fiat!  Si vede che il demonio si rode di rabbia per non far conoscere la Divina Volontà... Non occorre che io vi mandi l'ubbidienza, ve ne manderei mille; ma è asso-luta Volontà di Dio che ci occupiamo di farla conoscere, anche a costo della propria vita; e invece di essere presunzione, come voi dite, sarebbe il più sacrosanto dovere, e a chi si occupa Gesù lo terrà come il prediletto del suo Cuore, dandogli il primato nel suo Regno.
Per gli scritti, non c'è da temere nulla che possano essere distrutti. Gesù li tiene custoditi e guai a chi potesse avere l'ardire di toccarli, perché gli scritti sono suoi, non miei, e saprà ben difendere ciò che è suo.
In riguardo al vostro Piuccio, io lo ritengo come figlio di un miracolo; come volete che il Signore non deva servirsene per fare in lui cose grandi? Perciò, crescetelo santamente e tutto nella Volontà di Dio, e il Signore farà tutto il resto. Pregate per me; e lasciandovi nel Voler Divino, a formare la vostra vita tutta inzuppata in Esso, saluto di cuore padre, madre e figlio, vostra aff.ma
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 3-6-1940


6.  (89)
(A Federico Abresch)
J.M.J.
In Voluntate Dei - Fiat!

Stimatissimo nel Volere Divino,
ricevetti la vostra cara lettera da Bologna e, non potendo rispondervi subito, non ero sicura dove scrivervi, se a Bologna oppure a S. Giovanni (Rotondo); perciò non vi ho scritto. Quindi, se il Voler Divino lo vuole, potete venire pure quando volete. Perché è il Voler Divino che deve avere il suo primo posto in tutti gli atti nostri. Se ciò facciamo, ci porterà come in grembo e ciò che facciamo noi lo farà insieme con noi: ameremo col suo Amore, pregheremo insieme, i suoi passi saranno nostri ... Oh, come sarà felice di svolgere la sua Vita Divina con la creatura che Lo conosce, perché solo la conoscenza ci dà il bene sommo di possederlo. I suoi beni li fa nostri, ed oh, com'è contento di farci vivere col suo stesso Volere e di vederci possessori dei suoi stessi beni! In questo Santo Volere Divino vede i mari del suo Amore non più deserti, ma popolati dai figli suoi.  Perciò, ci stia a cuore rifugiarci nella Divina Volontà come vita nostra.
Carissimo figlio nel Voler Divino, giacché vi trovate vicino al santo Padre Pio, parlategli delle cose nostre, affinché ne parli al Signore e, se il Signore lo vuole, vi dica qualche cosa. Raccomandatemi alle sue preghiere, che ne ho tanto bisogno; baciategli le mani per me.
Mi raccomando alle vostre preghiere e, lasciandovi nel Voler Divino, affinché possiate vivere più in Cielo che in terra, vi saluto di cuore: padre, madre e il piccolo Pio. Vostra aff.ma,
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 5-8-1940



7.  (96)
(A Federico Abresch, Bologna)
Fiat - In Voluntate Dei

Stim.mo nel Voler Divino,
il Cielo vi ricompensi di tutte le vostre attenzioni, e pare che anche Gesù vi dica: "Grazie, figlio mio". Ed io son contenta di quello e del modo come avete fatto. Un pensiero mi dice: "ma il Santo Padre si prenderà la briga di leggerla? E poi...a chi dire se concede grazia?" Credo che tutto rimarrà in aria. Non potrebbe questo vostro amico raccomandarsi a qualcuno che potrebbe avvicinare il Santo Padre per ricordarlo, per ottenere rescritto di grazia? Del resto, sia sempre fatta la Divina Volontà, la quale più di tutto ci dovrebbe interessare, perché è Vita Divina.
Come noi chiamiamo la Divina Volontà negli atti nostri, così formiamo la generazione della Vita Divina negli atti no-stri, ed oh, com'è contento Gesù, che si vede generare la sua Vita negli atti della creatura, e noi restiamo arricchiti, dentro e fuori di noi, di tante Vite Divine per quanti atti abbiamo fatto nel suo Volere.
Come noi vogliamo fare la sua Volontà, così la Trinità Sacrosanta ci dà il suo Amore, ci copre con la sua Bellezza, ci dà la sua Bontà, in modo che sentiamo l'ordine divino; in una parola, ci dà le materie prime e necessarie per formare la sua Vita. Sicché in queste Vite sente il suo Amore che L'ama, si sente ridare Sé stessa dalla creatura. È proprio questo lo scopo di Dio: che viviamo nella sua Volontà, per formare la Sua generazione nella creatura; perché tutte le cose create da Dio, tutte posseggono il bene di generare: l'uomo genera l'altro uomo, l'uccello l'altro uccello, e così di seguito; solo la Divina Volontà non deve avere questo bene? Perciò, ci stia a cuore di vivere solo di Volontà Divina.
Vi lascio nel Voler Divino e, salutandovi tutti con quell'amore con cui ci ama Gesù, mi dico vostra aff.ma,
la piccola figlia della Divina Volontà


8.  (99)
(A Federico Abresch)

Stim.mo figlio nel Voler Divino,
ringraziamo di tutto il Signore, che con tanta bontà si è voluto servire di questa piccola e la più povera di tutte le creature per manifestare il vivere sublime nel Voler Divino. È solito che si Manifesti ai piccoli e ai più ignoranti affinché nulla attribuiamo a noi stessi, ma tutto al suo Amore infinito per noi, misere creature. Ma chi può dire ciò che Lui ha detto di un vivere sì santo? Sono le goccioline appena, che si possono mettere fuori: basta dire che ogniqualvolta facciamo un atto nella sua Santa Volontà andiamo incontro a tutto il Cielo e tutto il Cielo viene incontro a noi, e tutti i Santi, tutti gli Angeli e la stessa Regina del Cielo si sentono onorati di deporre i loro atti insieme con il nostro, per fare ciò che facciamo noi; si sentono duplicare la felicità e la gloria, perché nell'atto nostro un Volere Divino è l'attore e lo spettatore e nessuno si vuol mettere da parte, e con diritto, perché la Divina Volontà è di tutti; meno di chi ingrato non La vuole conoscere, amare e possedere. Quindi, tutto il Cielo ripete in coro: "Se è nostra, perché non dobbiamo fare ciò che Essa fa?"... Molto più che, ogniqualvolta facciamo un atto nella Divina Volontà, la volontà umana subisce un martirio, non di sangue, ma di volontà, che mai muore; ed è tanto il compiacimento del Signore, che vi mette il suggello di martirio divino. Sicché possiamo dire a Dio: "Sono il tuo martire continuo; non muoio una volta, ma tante volte quante volte non faccio la mia volontà"... E per ora basta e passiamo ad altro.
Carissimo nel Signore, niente di nuovo c'è stato qui, per quello che voi dite di Roma, anzi, tutto al contrario, c'è stata una tempesta terribile contro i libri e contro di me. Credo però che sia stata suscitata da alcuni preti e religiosi di Corato. Che il Signore benedica e perdoni tutti; si vede che è rabbia diabo-lica, che al solo nome di Volontà di Dio si rode e va in furore; perciò, preghiamo. Vi ringrazio; e fate quello che potete fare e che vuole il Signore.
Vi lascio nel Voler Divino; sia il vostro centro di vita. Oh, come vorrei che tutto ciò che fate corresse in Esso, per portargli i vostri baci, il vostro amore, gli amplessi di gratitudine, per prendere il Cielo d'assalto e dirgli: "Fate presto, fate che venga a regnare la Vostra Volontà sulla terra".
Vi saluto con l'amore del Fiat Divino. insieme ad Amelia e a Piuccio. Vostra aff.ma.-
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 23-6-1941


9.  (101)
(A Federico Abresch?)

Carissimo figlio in Gesù Cristo,
grazie di tutto; speriamo che il Signore voglia illuminare il Santo Pontefice. Se voi potete fare altri passi, fateli, altrimenti diremo sempre Fiat, Fiat! Però, mentre aspettiamo, viviamo sempre nel Voler Divino. Esso sta, si può dire, alla spia per vedere se anche il nostro respiro, palpito e moto sta nel suo S. Volere, e se li vede correre fa festa e nel nostro respiro, palpito e moto si sente amare, glorificare e adorare da tutti; in un solo respiro Gli diamo tutto e tutti. La sua SS. Volontà circola in tutti ed è vita di tutti, e il nostro piccolo moto corre insieme con Essa e Le dà ciò che Le devono le creature. Basta dire che un solo atto fatto nella sua Volontà prende il Cielo d'assalto; i mari d'amore della Regina del Cielo e della stessa Divinità li facciamo nostri e li ridiamo a Dio come mari d'amore che ci appartengono. Noi, povere creature, siamo nulla; e perciò ci chiama, ci vuole nel suo Volere, per farsi dare tutto, anche Sé stesso, dalla sua amata creatura. Perciò tutto il resto è nulla, sono goccioline appena; quindi, se vogliamo amarlo assai, viviamo nel suo Santo Volere, ed oh, quante sorprese troveremo! Prima, la Divina Volontà operante in noi, la quale formerà mari d'amore, di luce, di santità, di grazie sorprendenti, e resteremo coinvolti in modo da non saperne più uscire.
Vi lascio nel Volere Divino a farvi gran santo e, salutan-dovi
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 19-8-1941


10.  (104)
(A Federico Abresch)
In Voluntate Dei

Stim.mo figlio nel Voler Divino,
eccomi a voi, per dirvi di nascondervi sempre nel Fiat Divino: ci metteremo al sicuro, tutti i mali fuggiranno da noi, metteremo al sicuro la santità. In ogni atto nostro, anche naturale, perché la nostra natura ce l'ha data Iddio, saremo investiti di nuova bellezza, di nuovo amore, di nuova forza divina. Se viviamo nel Divin Volere, anche il nostro respiro, i nostri passi, il nostro moto, corrono nei respiri, nei passi e nei moti di tutti, per ridare a Dio amore per ogni respiro, orazione per ogni passo, gloria per ogni moto. La Divina Volontà si tro-va dappertutto e noi, vivendo in Essa, ci troveremo in Cielo e in terra per amarlo con tutti, in tutti e dappertutto.
I Santi, la Regina del Cielo e Dio stesso aspettano con an-sia il "TI AMO" di chi vive nel suo Volere, perché è un nuovo acquisto che fanno.  Il "TI AMO" della terra risuona in Cielo, in ciascun Beato, nei mari della Mamma Celeste, e dice in tutti "TI AMO, TI AMO"... Si può dire che Cielo e terra si danno il bacio dell'amore e festeggiano insieme. Perciò ci stia a cuore il vivere sempre nel Voler Divino; in Esso formeremo mari d'amore, mari d'adorazione, mari di gloria da dare al nostro Creatore...
Vi lascio nel Voler Divino, insieme con il piccolo Piuccio e Amelia; fatevi santi, ma santi di Volontà Divina. Essa vi porterà nel suo grembo, vi terrà stretti al suo seno, vi alimenterà con il suo alito, vi farà sentire la sua Vita palpitante in voi... Come sarete felici!
Con tutto il cuore vi saluto insieme col Fiat, vostra aff.ma,
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 4-11-1941


11.  (107)
(A Federico Abresch?)
In Voluntate Dei!

Stim.mo e carissimo figlio nel Divin Volere,
nel sentire che vi occupate del Fiat Divino mi sento felicitare e gioire, ed insieme con me gioisce e si felicita Gesù. Grazie di cuore, vi dico insieme al mio caro Gesù. Quello che potete fare, fatelo; il resto lo farà Gesù, che tanto vuole ed ama e sospira che il suo Volere sia conosciuto e posseduto come vita propria dalla creatura, perché solo la Divina Volontà è il principio della nostra vita, il mezzo e il fine della nostra esistenza, che ci farà prendere il Cielo d'assalto. Senza di Essa ci capovolgiamo, perdiamo il diritto ai nostri beni terrestri e celesti, perdiamo il vincolo con la Famiglia Divina. Invece, se viviamo di Volontà Divina, tutto è nostro; lo stesso Dio è nostro... Se amiamo, il nostro piccolo amore corre in tutti i cuori e anche nei cuori futuri, ed ama Dio per tutti; corre negli stessi Angeli, nei mari d'amore della Regina del Cielo, nei mari divini (di Dio), e dovunque, in tutto e dappertutto ama. La creatura che ama nel Volere Divino non si contenta se non trova il suo posto in tutti, per amare Colui che tanto l'ama.
Amare nel Divin Volere fa stupire Cielo e terra, e gli stes-si Santi sospirano nel loro cuore di avere questo Amore con-quistante di chi vive nell'esilio. Così, se preghiamo, se adoria-mo e perfino se sospiriamo in questo Volere sì santo, ci fac-ciamo vita di tutti e diamo a Dio ciò che tutti dovrebbero dare.
Perciò, i prodigi del vivere nel Voler Divino sono inesau-ribili e forse li conosceremo in Cielo. Ed è stata questa la ra-gione perché il nemico infernale ha chiuso tutte le vie e se n'è servito di persone ecclesiastiche; ma verrà il tempo in cui Gesù trionferà di tutto e verrà con certezza il suo regno sulla terra, perché è decreto di Dio, e Lui non cambia facilmente i suoi decreti per la malvagità degli uomini. Beato però chi s'interessa di vivere nel suo Volere, perché il Signore se ne servirà di loro per aprire le vie già chiuse, e se ne servirà dei loro atti come di tante chiavi per aprire il Cielo e farlo scendere a regnare sulla terra. Perciò, carissimo figlio, siamo attenti, non ci spostiamo mai dal Fiat Supremo.
In riguardo al giro (... )
Vi lascio nel Voler Divino a farvi gran santo. Pregate per me; vi saluto di cuore nel Voler Divino.
la piccola figlia della Divina Volontà


12.  (110)
(A Federico Abresch)
In Voluntate Dei!
Carissimo figlio nel Divin Volere,
(...) quello che voi mi dite mi sembra buono e anche il Signore se ne compiace, perché quelli che oggi amano di vive-re nel Voler Divino e di conoscerlo formano il germe, il con-cepimento e (forse) anche la nascita di questo Voler Divino nelle loro anime, e anche per farlo concepire nelle altre creature; quindi, se non si estende, come può rinascere negli altri?
Dovete sapere che la santità del vivere nel Voler Divino non è altro che un parto della Santità Divina, che fa nelle creature. Perciò è il miracolo più grande che può fare nella creatura; è il miracolo che può dare tutto a Dio, che può amarlo per tutti, anche per quelli che non esistono ancora, e che può ricevere tutto da Dio, perché trovando in noi la sua SS. Volontà, trova posto per mettere la sua Santità, la sua Bontà, la sua Bellezza, le sue grazie e anche il suo operato divino; quindi, può formare la sua stessa Generazione divina in tutti gli atti nostri. Oh, come resta Dio glorificato ed amato, nel vedere nei nostri piccoli atti, anche nel respiro, nel moto, nel passo, la generazione della sua Vita Divina!
Perciò, la Santità del vivere nel Voler Divino simboleggia il Sole, che fa bene a tutti, si dà a tutti, non si nega a nessuno e, mentre tiene come in grembo la terra (dando ad ogni pianta, a chi il colore, a chi la dolcezza, a chi il profumo, tutte cose svariate e distinte una dall'altra), eppure, mentre fa tanto bene, il Sole non dice mai una parola, fa calpestare la luce sotto i nostri passi, ci segue ovunque, e tutta la gloria e l'onore è di Dio, che lo ha fatto Sole. Tale è l'anima che vive nel Voler Divino, della quale il Signore se ne serve per fare bene a tutti, e riceve la gloria e onore, come se tutti Lo avessero amato.
Perciò ama tanto che il vivere nel Voler Divino sia cono-sciuto, per formare sulla terra la sua Generazione divina, affinché possa più largheggiare con le sue amate creature; sente al vivo il bisogno, che vuole amare ed essere amato, ma non trova la sua Volontà, il suo Amore resta inceppato e non può dare né ricevere ciò che vuole... Quindi, il Voler Divino ha tali sorprese nell'anima, che i Cieli stupiscono e gli Angeli restano muti, nel vedere chiuso nel nostro piccolo atto il nostro Creatore.
  Amato figlio, mi raccomando, non uscite mai da dentro il Voler Divino. Mi raccomando alle vostre preghiere e, lasciandovi vincolato alla Famiglia Divina per farvi fare vita insieme con Loro, vi saluto di cuore, vostra aff.ma,
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 2-1-1942


13.  (112)
(A Federico Abresch?)

Fiat!

Carissimo figlio nel Voler Divino,
la vostra cara lettera mi è stata apportatrice di gioia; grazie, grazie! Il Divin Volere vi ricompensi, col farvi cono-scere la sua Divina Volontà, perché la sua vita cresce in noi a seconda che La conosciamo. Non si può possedere un bene se non si conosce, e come si conosce così si allarga la nostra ca-pacità e prende (in noi) il suo posto regio. Quindi, viene au-mentata in noi la sua Santità, la sua Bellezza, il suo Amore e forma nell'anima nostra i suoi maricelli divini. Perciò, tutta l'arte del nemico è impedire che la conoscenza del la Divina Volontà esca alla luce, perché perderebbe il suo regno sulla terra.
La prima cosa che fa la Divina Volontà quando è cono-sciuta è trasmutarci nel bene, atterrare le nostre passioni, da deboli ci rende forti e la sua potenza fa un cambiamento nell'anima nostra, fino a farci sentire il possesso del nostro Dio, e la nostra volontà diventa la stanza divina. Con Essa tutto sarà facilitato; sentiremo il Cielo in noi; i nostri atti si comunicheranno ai Santi, alla Regina del Cielo, che con tanto amore aspetta che i suoi figli prendano parte ai suoi atti, nei mari divini che possiede... Ci sentiremo vincolati, con diritto alla Famiglia Divina, perché la loro Volontà è anche nostra.
Stim.mo figlio, non potete dar gloria più grande a Dio e bene più grande alle creature, che procurare molti figli a vivere nel suo Volere. Dovete sapere che, per tutto ciò che si fa per farla conoscere, la Divina Volontà prende il suo posto in noi e fa tutto Essa; noi non siamo altro che i concorrenti e Le diamo il posto per farla lavorare e fare ciò che vuole. Si può dire che Le diamo il passo per farla camminare, le mani per farla operare, la voce per farla parlare.
La notizia della Germania, per quanto non è quanto si sperava, è sempre un bene. Verrà il tempo in cui trionferà di tutto e i ciechi apriranno gli occhi ad un bene sì grande.
Credo con certezza che il buon Gesù gradisce ciò che voi fate per aumentare i figli del Divin Volere; anzi, dovete sapere che tutto ciò che noi facciamo per far conoscere la Divina Volontà, è tanto il suo Amore, che Lui stesso lo fa in noi: è Lui che parla, che opera, che ci spinge; è tanto il suo contento, che fa tutto Lui. Quindi, seguitate a richiamare molti figli intorno al Padre e alla madre Celeste.
Vi lascio nel Voler Divino e, salutandovi di cuore, mi di-co
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 26-5-1942



14.  (113)
(A Federico Abresch, Bologna)
Fiat! - In Voluntate Dei!

Stim.mo figlio del Voler Divino,
grazie di tutte le vostre attenzioni, specie di aver fatto la supplica al S. Padre; speriamo che Nostro Signore lo voglia illuminare. La vostra lettera mi è stata di grande consolazione, specie la lettera di Suor Maria Deo Grazias.
Oh, come vorrei che tutti comprendessero che significa vivere nel Voler Divino! È il più grande miracolo che Gesù possa fare alle creature, è la più grande gloria che può ricevere. Il vivere in Esso significa amare col suo stesso Amore e insieme con Gesù possedere la Forza creante e conservante; Lui per natura, noi per grazia. Possiamo dire che siamo inseparabili; sentiremo la vita del bene con diritto; le passioni, le debolezze e tutti i mali si sente che non hanno ragione di esistere dinanzi ad un Volere sì santo... Gesù ama tanto chi vive nel Voler Divino, che prepara una catena di prodigi, uno distinto dall'altro e sempre nuovi nella Santità, nella Bellezza e nell'Amore, da sentirsi Lui stesso rapire da questa creatura. La sua occupazione perenne, si può dire, è che Lui non può stare senza l'anima che vive nella sua Santa Volontà. Vivere in Essa è prendere il Cielo d'assalto, e tutti i nostri atti, anche i più piccoli e naturali, si fanno messaggeri di pace tra il Cielo e la terra... Oh, se tutti lo comprendessero, vivere in Essa diventerebbe la nostra passione predominante e tutti i mali fuggirebbero da noi!
Mi dispiace della buona Amelia, delle sue sofferenze; ma il caro Gesù, per darci la Sua somiglianza, col tocco delle sue dita paterne crea il dolore e ne fa uscire le perle più belle, i soli più fulgidi, i brillanti più costosi, e ci dà i suoi baci più ardenti e gli abbracci più stretti; le croci sono sempre le sue preziose eredità.
Pregate per me; e lasciandovi chiusi nel Voler Divino -- padre, madre e figlio -- a farvi santi, vi saluto con l'amore del Fiat, vostra aff.ma,
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 1-7-1942


15.  (114)
(A Federico Abresch?)
Fiat!

Stim.mo figlio nel Voler Divino,,
grazie di tutte le vostre attenzioni. Oh, come amerei di mettere tutta la mia vita per far conoscere a tutti la Divina Vo-lontà! Questi sono i sospiri, le ansie, le follie d'amore del caro Gesù, che vuole far conoscere a tutti la Divina Volontà per farla possedere, perché possedendola opera le più belle meraviglie, i prodigi più grandi nelle anime nostre. Senza di Essa siamo come tanti storpi, con Essa tutto è bellezza e santità, da rapire lo stesso Dio. E poi, vivere di Volontà di Dio significa amare Dio col suo stesso Amore, e siccome Essa si trova dappertutto, così noi Lo amiamo per tutti ed in tutti, anche negli stessi Santi, nella Regina del Cielo, la quale si sente più glorificata da chi vuole amare Dio col suo proprio Cuore.
Ciò che fa la Divina Volontà in chi vive in Essa è indicibile, incomprensibile e di una meraviglia tale da far stupire Cielo e terra, e gli stessi Angeli ne restano muti. Perciò non vi è cosa che più glorifichi Iddio, che più ci elevi alla Sua somiglianza, che più conservi in noi la stessa Santità divina, la sua bellezza e freschezza, la fermezza nel bene e l'ordine della sua sapienza, che vivere nel suo Volere.
Quindi, a qualunque costo, anche a metterci la vita, dia-mogli il diritto di farla vivere in noi, di farla dominare e regnare.  Facciamo il nostro dovere, sia con la parola, sia con lo scritto; getteremo tanti germi divini nelle anime, le quali formeranno la Generazione divina negli atti loro, che si cambieranno in soli, per dare luce a tutti.
Mi raccomando alle vostre preghiere; e lasciandovi nel Voler Divino, per formare i facsimili del nostro Creatore, e sa-lutandovi con l'Amore del Fiat, mi dico vostra aff.ma,
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 20-8-1942

16.  (120)
(A Federico Abresch?)

Stim.mo figlio nel Voler Divino,
(...) non è vero ciò che voi dite, cioè che la bellezza, la sublimità, la Santità che produce il Volere Divino negli atti nostri li vede e gusta solo Dio: falso. Dio, se riceve, dà; ci ricompensa anche un pensiero, un sospiro, un moto fatto per compiere la sua Volontà e dice: "La creatura ha sospirato per compiere il mio Volere; devo pagarla". E volete sapere qual è la paga che ci dà? Una pace imperturbabile, una forza da poter sopportare tutto, e se la terra per necessità ci circonda, sentiamo il peso e la nausea di essa e sospiriamo il Cielo. Sentire i piaceri, le imperfezioni, le debolezze, non è un male; volerli è brutto, perché il Signore non bada a ciò che sentiamo, ma a ciò che vogliamo; perciò stiamo attenti e non perdiamo tempo in cose che non appartengono alla Volontà Divina. Molto più che il Signore non insegna cose difficili; sono proprio le cose piccole che vuole, perché più facili a farsi, e noi non possiamo trovare la scusa e dire: "non potevo farlo". Le cose piccole sono sempre attorno a noi, nelle nostre mani, invece le cose grandi ci vengono di rado, sicché non possiamo dire che la santità non sia per noi. Anche la stessa natura nostra è formata di tanti piccoli atti, il respiro, il palpito, il moto; eppure formano la nostra vita, e se ci mancasse un solo respiro, la nostra vita -possiamo dire- è finita. Così possiamo dire, se i nostri piccoli atti non sono a-nimati dalla Volontà di Dio. Perciò, tutto ciò che facciamo, facciamolo scorrere nel Volere Divino e ci sentiremo rianimati e in possesso della Vita del Fiat. Come saremo felici e santi! (...)


17.  (131)
(A Federico Abresch?)

Stim.mo figlio,
spero che starete meglio, perché avrete da fare molto ancora per far conoscere la Divina Volontà. Essa sola sarà portatrice della vera pace, della vera santità, e ci restituirà i diritti perduti con l'aver fatto la nostra volontà. Non solo, ma il Signore avrà la grande gloria di formare la Generazione divina in tutti gli atti nostri. Come saremo felici, pensando che ad ogni piccolo atto nostro, anche nel respiro, nel moto, nei passi formeremo tanti Gesù, tante Vite divine, per quanti atti facciamo! Oh, come lo sospira Gesù, che giunge fino a contare i minuti, i respiri, per formare la sua Vita negli atti della creatura, per dire: "La creatura Mi ama col mio stesso Amore, Mi adora, Mi prega con le mie preghiere" ... Sicché popoleremo il Sole, la terra, il mare di tante Vite Divine; allora la nostra Vita vivrà nascosta in Dio e faremo ciò che vuole e fa il Signore. Per ciò preghiamo, per ottenere un tanto bene.
Vi mando il saluto del Fiat, affinché vi tenga chiuso nel Voler Divino. (...)



18.  (132)
(A Federico Abresch)

Stim.mo figlio nel Voler Divino,
rispondo alla vostra cara lettera. Il sentire che voi parlate e volete conoscere di più la Divina Volontà è per me un gran contento, sapendo quanto è contento Gesù di trovare un'anima che vuol vivere di Volontà Divina. Questa creatura è il suo trionfo e la sua vittoria. E ancorché per il passato sia stato ferito da questa creatura, guarda queste sue ferite e sorride e dice: "L'ho vinta, essa è una mia vittoria", e la mostra a tutto il Cielo per farne festa; e per compimento della sua vittoria, accentra in essa tutti i suoi beni: i beni della Creazione e della Redenzione, e le dà il diritto su tutto. E poi, il voler conoscere significa voler possedere un bene ed è come l'appetito al cibo.
Mi dispiace di Padre Pio, che fa la faccia buia; noi non parliamo di ciò che ha proibito la Chiesa, ma di quello che la stessa Chiesa non conosce ancora, e verrà il giorno in cui la Chiesa conoscerà ed apprezzerà, con trionfo e vittoria.  Né ci può essere vera pace né vero trionfo, se la Divina Volontà non viene conosciuta.  Nostro Signore farà i più grandi miracoli, per far regnare la sua Volontà in terra.  Perciò, preghiamo che si abbrevi il tempo e che tutto si cambi in Volontà di Dio.
Mi raccomando alle vostre preghiere. Baciate per me le mani a Padre Pio; e lasciandovi tutti nel mare della Divina Volontà, per farvi vivere tutti della sua Santità, del suo Amore, della sua Luce, per poter abbracciare, tutto e tutti e per fate bene a tutti, con l'Amore del suo Fiat saluto tutti,
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 27-11-1944


19.  (133)
(A Federico Abresch)

Carissimo figlio nel Voler Divino,
rispondo alla vostra carissima lettera e prego Gesù che vi dia sempre nuove grazie e nuova luce, per far comprendere a tutti il vivere nel Voler Divino. Oh, come lo sospira Gesù, e giunge fino a piangere, per ché vuole che conosciamo la Santa Divina Volontà, perché regni e domini in tutto il mondo e per-ché è decreto della Trinità Sacrosanta che la Divina Volontà si faccia in terra come si fa in Cielo. Come fu decretata la Creazione e la Redenzione, così è decretato il Regno della Divina Volontà sulla terra; e perciò userà tutte le arti, prenderà la creatura da tutti i lati: con castighi terribili, con miracoli strepitosi, per fare che ciò avvenga. Giungerà a tanto, che il primo al sacrificio sarà Gesù: si metterà a capo di tutti gli atti nostri, per fare che tutti corrano nel mare della Divina Volontà...
E se Gesù ci sta castigando, è proprio per questo, perché le creature, specie la parte religiosa, invece di farsi prendere da Gesù per via d'amore, come Lui voleva, si sono fatte prendere per via di castighi ... Povero Gesù, quanto soffre! E come sospira e piange, perché le creature non Lo pregano, non Lo pressano a concedere loro il dono di vivere nella Volontà di Dio. E se trova qualcuna, se la prende in braccio, fa festa, si sente come un Re vittorioso che, sebbene per seimila anni ha dovuto combattere, ricevendo ferite e scon-fitte, ora finalmente ha fatto la prima conquista e vittorioso se la gode e chiama tutto il Cielo a festeggiare la sua prima vittoria; e mentre fa festa, mette a disposizione della creatura la sua Santità, il suo Amore, la sua Luce, le sue grazie e le dà il diritto nella sua Patria Celeste... Sicché, anche stando in terra, lei è posseditrice della Patria Celeste e può dire: "Ciò che si fa in Cielo, lo faccio io in terra; anzi, loro godendo e felicitandosi, ed io facendo le nuove conquiste, che servono a portare nuove gioie al Cielo".
Perciò, dite a tutti che non vi è cosa più grande, prodigio più strepitoso del vivere nel Voler Divino: noi ci mettiamo a disposizione di Dio, e Lui si mette a disposizione nostra, fino a farci formare tanti Gesù per quanti atti facciamo nella sua Santa Volontà.
I mari del Voler Divino non sono conosciuti ancora. Se li conoscessero, si getterebbero nel mare del Voler Divino, per farvi vita perenne. Perciò, preghiamo ed aspettiamo: Gesù tie-ne i secoli in suo potere; ciò che non fa oggi lo farà domani, perché oggi le menti sono cieche; domani troverà occhi che potranno sostenere la Luce della Divina Volontà e farà ciò che non ha fatto oggi.
Salutandovi, vi lascio tutti nel mare immenso del Voler Divino.
la piccola figlia della Divina Volontà
Corato, 15-1-1945


 
 
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